«Sono di una gravità inaudita le offese rivolte agli elettori cattolici dall’attivista arcobaleno Ilaria Gibelli, nominata lo scorso febbraio “esperta” consulente esterna Lgbtqia+ del Comune di Genova dal sindaco Silvia Salis e stipendiata con ben 156.000 euro in tre anni. Aver definito i “partiti più cattolici” come “omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti” è la prova di quanto avevamo denunciato al momento della sua nomina, esprimendo preoccupazione per la tenuta democratica del confronto tra le istituzioni e i cittadini. Ora quella preoccupazione è realtà: Salis, con la consulenza di Gibelli, ha trasformato la città in un fortino Lgbtqia+», il commento di Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
«Le scuse, arrivate dopo le polemiche che le sue offese hanno generato, non bastano. Ci aspettiamo le immediate dimissioni di Gibelli, ora ancora più doverose oltre che per il rischio troppo alto di conflitti di interesse. Gibelli, infatti, è socia di Rete Lenford per i Diritti Lgbt+, in passato iscritta ad Agedo (Associazione di persone omosessuali), membro del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno, avvocato di Edusexx Genova e di Aied Genova in tema di rettifiche anagrafiche e formatrice presso Coop su tematiche Lgbtqia+. Inoltre fu proprio lei, nel 2020, a denunciare i nostri manifesti sulla pillola abortiva Ru486, che avevano come unico obiettivo quello di sensibilizzare e informare le donne sui rischi e i possibili danni per la loro salute. Cos’altro serve per dimostrare l’ormai già palese ideologia che sta dietro la sua nomina?» conclude Coghe.











