«La scuola non è un ambulatorio e crescere non è una malattia. La bozza di legge della Lega vuole imporre a tutti gli studenti delle superiori due ore al mese di “educazione psicologica” obbligatoria. Prevede colloqui individuali, 18.000 docenti psicoterapeuti da assumere e un costo di 960 milioni di euro. Poi si passerebbe a medie ed elementari. Così si medicalizza la scuola e si trasforma la normale crescita dei ragazzi in una questione clinica: la fatica, la tristezza, un litigio tra compagni diventano sintomi da trattare».
«C’è una domanda che forse nessuno si è posto: chi entrerà in quelle classi? Lo scorso giugno il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha aderito per la prima volta al Roma Pride, con un evento sul “diritto ad essere se stessə”, schwa compreso; l’Ordine della Toscana ha patrocinato il Pride regionale, quello della Liguria ha sfilato in corteo. Se questo è l’orientamento della categoria, il rischio è che quelle due ore non diventino sostegno ma indottrinamento, per giunta obbligatorio per legge. E i genitori potranno sapere cosa viene detto ai loro figli? Potranno dire di no? I disagi dei ragazzi si affrontano sostenendo le famiglie e i docenti, non mandando per legge un’intera generazione dallo psicologo. Chiediamo alla Lega di ritirare subito la bozza». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.











