News – Aborto. Pro Vita: Consiglio d’Europa premia con 60.000 euro chi voleva erasmus dell’aborto

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«È grottesco oltre che vergognoso che il Consiglio d’Europa abbia premiato con ben 60.000 euro “My Voice My Choice”, il movimento transfemminista che voleva costringere tutti gli Stati europei a finanziare l’aborto transfrontaliero attraverso un apposito fondo dedicato. Una proposta che la Commissione europea ha bocciato lo scorso 26 febbraio». Così Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia.

«Il premio – prosegue – è intitolato a Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna eletta democraticamente capo di Stato nella storia, ma se Vigdís fosse stata abortita, oggi non staremmo a parlarne. Il Consiglio d’Europa usa il nome di una donna a cui è stata data la vita per premiare chi lavora perché ad altre bambine quella vita non venga data. È una contraddizione che si commenta da sola. Altro che “emancipazione femminile”, “My Voice My Choice” non chiede sostegno alle donne: chiede che alle madri in difficoltà venga proposto solo di sopprimere il proprio figlio, invece di offrire alternative che proteggano il diritto alla vita del concepito e il diritto della donna di non essere abbandonata nelle difficoltà, e chiede che siano silenziate tutte le associazioni prolife che ogni giorno si prodigano per custodire la vita della mamma e dei figli».

«Anche Papa Leone XIV ha recentemente denunciato come sia “deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie”. Il Consiglio d’Europa ha scelto di fare esattamente il contrario. Ma non esiste vera emancipazione che si costruisca sulla soppressione di una vita, tra l’altro si può essere libere solo se prima ci è stato permesso di nascere. Pro Vita & Famiglia continuerà a dare voce a chi non può ancora parlare e a difendere il primo dei diritti: il diritto alla vita».