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I dati diffusi oggi da ISTAT sul Censimento permanente della popolazione (2024) segnano un punto di non ritorno. Se in Italia si arriva al minimo storico di figli per donna (1,18) e a un saldo naturale così pesantemente negativo (-283.165) significa che mettere al mondo un bambino è diventato un percorso ad ostacoli, spesso vissuto nella solitudine e nell’incertezza. Praticamente la resa dello Stato a quello che è un disastro nazionale annunciato da tempo, ma ancora sottovalutato da società e istituzioni. Da anni assistiamo a una cultura che banalizza la maternità, il matrimonio e i nascituri, addirittura in alcuni casi condannando queste scelte come egoistiche e retrograde. L’Italia sta di fatto morendo a causa di questa stessa cultura che spinge a considerare il figlio come un “problema” da rimandare o, peggio, evitare. Servono quindi scelte nette e immediate: rimettere al centro famiglia, natalità e tutela della vita, con misure politiche ed economiche strutturali, incentivi costanti al posto di pochi e sporadici bonus per nuovi nati, per le famiglie numerose e per mamme e papà che decidono di occuparsi della famiglia ma non dovrebbero essere così costretti a scegliere tra lavoro o figli. Senza figli non c’è futuro, e senza futuro non c’è neppure welfare che regga.
Così Pro Vita & Famiglia Onlus nel commentare il record negativo storico di nuovi nati, nel 2024, 369.944, quasi 10.000 in meno rispetto al 2023 (-2,6%), con un tasso di natalità che scende a 6,3 per mille (da 6,4), mentre il numero medio di figli per donna ha toccato anch’esso il minimo storico di 1,18 e l’età media al parto è salita a 32,6 anni. |
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Dati ISTAT natalità. Pro Vita Famiglia: Punto non ritorno. Basta propaganda anti-famiglia, servono scelte coraggiose
DiLadislao@202418 Dicembre 2025
TagAntonio Brandi ISTAT sul Censimento permanente della popolazione Jacopo Coghe portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus pro vita & famiglia onlus censimento popolazione 2024
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