Pro Vita & Famiglia esprime profondo rammarico e dolore per la morte di Silvano Verrina, cittadino ligure affetto da sclerosi multipla, che ha avuto accesso in Liguria al suicidio medicalmente assistito. Quando una persona scompare è sempre una notizia dolorosa, che interpella la coscienza di tutti, ma è inaccettabile che lo Stato, in questo caso tramite la sanità pubblica (l’Asl 3), si sia fatto strumento per procurare la morte. Una strada che è diretta conseguenza delle disumane sentenze della Corte Costituzionale, prima fra tutte la 242/2019 sul caso DJ Fabo-Cappato, che hanno aperto al suicidio assistito nel nostro Paese e scavalcato la sovranità del Parlamento. Non ci stancheremo mai di ribadire che non è questa la strada da percorrere, perché non fa altro che accelerare la deriva verso una normalizzazione della morte intesa come mera prestazione sanitaria, con il rischio di spingere malati e sofferenti a sentirsi un peso e a chiedere di farla finita, proprio come accade in Paesi come Canada, Belgio e Olanda, dove si è cominciato dai malati terminali e oggi si sopprimono depressi, disabili, alcolisti e malati psichici. Ci aspettiamo che la maggioranza parlamentare risponda a questa deriva incentivando le cure palliative – ad oggi ferme a una media nazionale di appena il 33% di accessi sul totale degli aventi diritto – e bocciando qualsiasi proposta di legge sul fine vita. Lo Stato non può offrire la morte come risposta alla sofferenza». Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
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Suicidio assistito – Pro Vita Famiglia: dolore per primo caso in Liguria. Sanità pubblica non può donare la morte
DiLadislao@20247 Marzo 2026
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