Santa Marinella merita molto di più. Merita una guida forte, una visione limpida, un progetto vero e non l’ennesimo libro dei sogni. Merita di tornare a crescere, a credere nel proprio futuro, a riconoscersi Comunità. Ed è per questo che oggi, con convinzione piena, con orgoglio e con un senso profondo di responsabilità, annuncio ufficialmente la mia candidatura alle prossime elezioni amministrative del Comune di Santa Marinella.
È una decisione che nasce da lontano, da un percorso costruito negli anni, da vent’anni di narrazione, analisi, denuncia e partecipazione attiva alla vita pubblica della nostra Città. In questi due decenni non mi sono mai tirato indietro: ho raccontato, spesso senza sconti, il metodo distorto con cui le amministrazioni che si sono succedute hanno inteso governare Santa Marinella, come se fosse cosa propria e non patrimonio sacro di una Comunità intera. Ho denunciato comportamenti, scelte, omissioni che hanno logorato l’identità cittadina e frenato ogni prospettiva di sviluppo.
In questi vent’anni, però, non ho soltanto criticato: ho agito. Ho messo tempo, energie e capacità al servizio del territorio, guidando due Comitati civici che hanno rappresentato un esempio concreto di ciò che può fare una Comunità quando decide di non subire. Il Comitato contro l’antenna WiMax di via Ortigara e quello contro l’autovelox davanti all’Elite sono state battaglie vinte insieme ai cittadini, risultati tangibili, frutto di un impegno serio e determinato.
Oggi quel percorso naturale arriva al suo approdo: dopo aver spiegato per vent’anni ciò che non si deve fare, ora è il momento di dimostrare ciò che si deve e si può fare. Santa Marinella non ha bisogno di improvvisazioni, né di slogan vuoti, ha bisogno di una pianificazione reale, di una visione completa del proprio rilancio. Una visione che esiste già, che è concreta, dettagliata, pronta a partire. Una visione che io mi impegno a trasformare, subito, nei fatti, nella crescita, in una vita nuova.
La nostra Città ha bisogno di sviluppo, di economia sana, di opportunità per i giovani, di infrastrutture moderne, di servizi che funzionino davvero. Ha bisogno di tornare ad essere orgogliosa del proprio nome e della propria storia. Ha soprattutto bisogno di crederci e per farlo servono scelte coraggiose, idee solide, e soprattutto un principio chiaro: il bene comune prima di tutto, quello che ho spesso definito il “pubblico interesse”, come faro di ogni azione.
Mi candido perché credo profondamente che Santa Marinella possa finalmente alzarsi in piedi e camminare con passo sicuro verso un futuro di prosperità. Mi candido perché non accetto l’idea che il declino sia ineluttabile. Mi candido perché questa Comunità merita qualcuno che non la consideri un mezzo, ma un fine; non un territorio da sfruttare, ma una casa da difendere, valorizzare e far crescere, non un “Salvatore” calato dall’alto e considerato buono per ogni stagione.
E mi candido soprattutto perché non siamo soli. Siamo una Città intera che può ritrovare fiducia in sé stessa. Siamo cittadini che credono nel progresso, nel lavoro, nella correttezza, nella bellezza delle cose fatte bene. Siamo persone che sanno distinguere e che non si arrendono alla rassegnazione.
È il momento di invertire la rotta.
È il momento di onorare chi ha costruito questa Città con fatica e dedizione.
È il momento di guardare negli occhi i nostri figli e dire loro che Santa Marinella tornerà ad essere una terra di opportunità, non di rinunce.
È il momento di credere che non tutte le persone sono uguali, e che chi ama davvero questa Città ha il dovere di farsi avanti.
Io lo faccio oggi, con la forza della convinzione e la certezza che il cambiamento non solo è possibile, ma necessario.
Mi metto a disposizione della mia Città.
Mi metto a disposizione di chiunque creda che crescere sia un diritto, non un lusso.
Mi metto a disposizione di una Comunità che merita un’amministrazione all’altezza, capace, onesta, operosa.
La rinascita di Santa Marinella inizia ora.
Inizia da noi.
E questa volta, insieme, vinciamo davvero.
—
dott. Cristiano A. Degni










