“Non esiste il diritto ad avere un figlio a ogni costo, soprattutto se il costo lo paga il figlio stesso. La proposta di legge presentata oggi al Senato dall’Associazione Luca Coscioni per consentire a donne single o coppie di donne di accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita viola i diritti umani dei nascituri, privati a tavolino della possibilità di avere un padre ed esposti a maggiori rischi per la loro salute psico-fisica.
Il ruolo fondamentale del padre, insieme a quello della madre, nella crescita e nello sviluppo della personalità del figlio è infatti una acquisizione scientifica ormai incontestabile: i figli cresciuti senza papà riportano risultati scolastici inferiori e più alti tassi di abbandono degli studi. L’assenza paterna è correlata poi a maggiori livelli di stress, ansia e bassa autostima nei bambini, oltre che a comportamenti antisociali e a un più alto rischio di devianza e criminalità giovanile. Le figlie femmine risultano particolarmente vulnerabili, con una maggiore probabilità di gravidanze precoci e instabilità affettiva.
Privare deliberatamente un bambino della possibilità di crescere con un padre, quindi, non è progresso, ma un esperimento ideologico che la scienza registra come altamente dannoso. La proposta Coscioni non tutela i bambini, li impoverisce dal punto di vista psicologico, affettivo, educativo e sociale. Per questo è bene che il Parlamento la respinga con decisione”.
Così, in una nota, Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, commenta la presentazione al Senato della proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni per modificare la Legge 40/2004 e aprire la PMA anche a donne single e coppie di donne.










