«Pro Vita & Famiglia, insieme a oltre 100 associazioni europee, ha inviato oggi una lettera formale alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e ai Commissari Henna Virkkunen e Michael McGrath per chiedere l’urgente revisione del Digital Services Act (DSA), prevedendo adeguate garanzie a tutela della libertà di opinione ed espressione dei cittadini europei, gravemente minacciata dall’attuale impostazione del provvedimento». Ad annunciarlo Antonio Brandi, presidente della onlus.
«Il DSA – prosegue Brandi – presentato come uno strumento per limitare “disinformazione” e “contenuti illegali”, rischia seriamente di soffocare le libertà online in tutta Europa. Il testo si fonda infatti su definizioni pericolosamente vaghe – come “contenuti illegali”, “rischio sistemico” e “disinformazione” – e su l’arbitraria interpretazione di pochi “potenti guardiani” che avranno l’autorità di decidere quali voci potranno essere ascoltate e quali silenziate. Chi controllerà i controllori? C’è il concreto rischio, peraltro già verificatosi in casi analoghi, che associazioni pro life e pro family, gruppi religiosi, accademici indipendenti o semplici cittadini vengano censurati solo perché non allineati al pensiero di chi controlla. Al centro delle nostre preoccupazioni vi è inoltre il ruolo dei cosiddetti “trusted flaggers” (segnalatori attendibili), organizzazioni autorizzate dall’UE a fare pressione sulle piattaforme online come Meta, X o Google affinché rimuovano rapidamente contenuti a loro sgraditi. Concedere poteri speciali a questi soggetti significa aprire la porta a un’applicazione del DSA faziosa e potenzialmente discriminatoria che potrebbe mettere a tacere opinioni minoritarie o contrarie. Un ulteriore pericolo, poi, è rappresentato dalla regola del “Paese di destinazione”, che consentirebbe di estendere a tutta l’Unione Europea norme restrittive sulla libertà di espressione assunte da un solo Stato, promuovendo così gli standard più illiberali e non quelli più pluralisti. Lo spazio digitale – conclude Brandi – non può ridursi ad arena dove vince chi ha più potere, ecco perché chiediamo alla Commissione di eliminare tutte queste criticità durante la revisione del DSA prevista per il prossimo novembre».
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