L’assessore regionale alla mobilità Ghera: Realizzate iniziative per la messa in sicurezza e la fruibilità idraulica. Più complicato renderlo balneabile

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Da ponte Marconi e fino a Ostia, l’obiettivo è quello di rendere più presto possibile il Tevere navigabile.Per questo, insieme all’università di Roma Tre, gli uffici tecnici della Regione sono al lavoro per studiare la fattibilità del progetto e per superare i dislivelli e le rapide che si presentano verso il centro di Roma». L’assessore regionale alla Mobilità, Fabrizio Ghera, spiega l’ultima delle iniziative messe in campo per il decoro e la fruibilità del fiume che attraversa la Capitale, adottata con una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi.

Si conoscono già i tempi che occorreranno e la spesa che dovrà essere dedicata per la realizzazione di questa opera?
«È ancora presto per questo, non ci sono stime. A settembre ci sarà un primo passo e verrà affidata la fase progettuale. Soltanto dopo, con l’avvio del progetto esecutivo, si potranno conoscere i dettagli e valutare anche il finanziamento».

Come sono stati individuati i 31 lotti di cui parla la delibera appena approvata?

«Sono stati individuati con un censimento delle aree libere e delle concessioni in scadenza a breve. Che dovranno quindi subire una necessaria manutenzione».

Quali saranno le principali finalità a cui verranno destinati i lotti così individuati?
«Attività ludiche e sportive, manifestazioni estive, manutenzione di barche e stand espositivi credo che saranno quelle che desteranno maggiore interesse».

Quali saranno invece i punti strategici nell’anello cittadino?
«I punti di maggiore interesse credo che saranno quelli del centro città e poi quelli verso nord».

Nel progetto che è stato varato rientrano anche i barconi sul Tevere?
«Quello dei barconi è un altro discorso, sicuramente più complesso e che richiede più tempo».
Per quale ragione?
«Perché molti sono proprietà di privati. A volte abbandonati, a volte le persone a cui sono intestati risultano irreperibili. E perché la Regione entri in possesso del bene in questione, spesso occorre finire in tribunale. Così i tempi inevitabilmente si allungano e le procedure diventano più complesse».

Oltre all’obiettivo regionale di navigabilità del Tevere, sulla scia di quanto fatto a Parigi con la Senna in occasione delle Olimpiadi e non solo, il Campidoglio parla anche della sua balneabilità. Cosa ne pensa?
«Come Regione abbiamo anche partecipato a un incontro con il sindaco. Ma per rendere balneabile un fiume come il Tevere ci vogliono una programmazione complessa, tanti anni e anche una quantità importante di fondi e di investimenti. Certo qualcosa si potrà fare. Noi per il momento abbiamo voluto dare un segnale forte dopo tanto tempo e stiamo puntando a migliorarne le condizioni».

In che modo?
«La Regione sta portando avanti opere fondamentali per la messa in sicurezza e per la navigabilità del Tevere, con grande attenzione agli aspetti ambientali».

Avete messo già a punto altre iniziative?
«Ai primi di maggio, con 500mila euro di finanziamenti, sono partiti i lavori per la rimozione dei relitti affondati o semi affondati, in particolare nel basso corso e in corrispondenza della cosiddetta Isola Sacra. La loro presenza costituisce un problema alla navigazione, al rischio idraulico e all’inquinamento ambientale».

E cos’altro?
«Il mese scorso è entrata in servizio della seconda unità navale Pelikan eco 23, completamente elettrica per la gestione integrata dei rifiuti fluviali nel bacino del Tevere e dell’Aniene, che è il più inquinato. In questo modo siamo andati a integrare il lavoro svolto dalle barriere raccogli plastica, con l’obiettivo di intercettare e rimuovere i rifiuti galleggianti».

di Clarida Salvatori (fonte Corriere della Sera)