Suicidio assistito. Pro Vita: dall’Emilia-Romagna una legge che è già incostituzionale. Governo la impugni 

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«Quella approvata dall’Emilia-Romagna è una legge disumana, che colpisce i fragili e i sofferenti, ed è già incostituzionale in quanto la Consulta si è già espressa, a fine 2025, quando bocciò il cuore di una norma simile approvata in Toscana, negando alla Regione il “diritto” di fissare per legge i requisiti di accesso al suicidio assistito, di disciplinare modalità e tempistiche con cui le Asl dovrebbero valutare le richieste e intervenire nella procedura, riducendo così di fatto le pretese di intervento regionale. Ecco perché ci aspettiamo che il Governo la impugni immediatamente proprio dinanzi alla Corte Costituzionale». Così, in una nota, Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.
«Il fatto che la maggioranza guidata dal governatore del PD Michele De Pascale e appoggiata da tutti i partiti progressisti abbia tirato dritto svela l’intento ideologico di una norma che non potrà mai portare a nulla di buono, se non al rischio di condannare a morte migliaia di pazienti, fragili, anziani, persone sole», ha aggiunto Brandi. Insieme a lui Francesco Perboni, referente per l’Emilia-Romagna dell’associazione, che nei giorni scorsi è intervenuto nelle audizioni in Commissione: «Ci accodiamo a FdI, Forza Italia, Rete civica e Lega che in Regione hanno votato no e chiesto un potenziamento delle cure palliative, unica strada percorribile per dare vera dignità a chi vive il tratto finale della propria vita. Ci auguriamo che lo stesso zelo a favore della vita si veda in Parlamento, dove ancora giace una vergognosa proposta di legge mascherata come fantomatico “male minore”».