News – Giustizia. Pro Vita: «Aberrante sentenza su bimbo con “3 genitori”»

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«Nel 2016 il Parlamento ha approvato il ddl Cirinnà per parificare unioni gay e famiglia naturale, nel 2026 i giudici riconoscono figli con “tre genitori”. A dieci anni dal grande Family Day del Circo Massimo si realizza la triste profezia che avevamo fatto da quel palco: l’introduzione delle unioni civili ha stravolto il diritto di famiglia, esponendo i minori a ogni sorta di sperimentazione sociale e ideologica, avallata da una magistratura ormai senza freni, come nel caso della sentenza con cui la Corte d’Appello di Bari ha deciso che un bambino può avere “tre genitori” – due padri e una madre – ovvero un’aberrazione giuridica e innanzitutto antropologica». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
«Il continuo tentativo di giustificare queste follie con la scusa di un fantomatico “superiore interesse del minore” – prosegue Coghe – è ormai irricevibile: i figli non sono peluche per colmare le carenze affettive degli adulti, ma esseri umani con diritti naturali inalienabili, tra i quali quello di crescere con il loro papà e la loro mamma. Mentre continuiamo a batterci perché il Ddl Cirinnà sia abrogato, chiediamo al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, perché ha scelto di non intervenire nel procedimento, pur avendone facoltà e aver ricevuto la notifica del ricorso, e ci aspettiamo che invii una circolare agli ufficiali di stato civile per sospendere trascrizioni analoghe in attesa di un intervento normativo che possa stroncare sul nascere questo pericoloso tentativo di sdoganare la cosiddetta “genitorialità multipla”, con figli anche di 5, 10, 20 genitori».