Ladispoli – I tre amici al bar: “Nessuno sfugge dalle proprie responsabilità!”

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I Tre Amici al Bar comunicano che desiderano condividere con tutti i lettori e/o cittadini la necessità di affrontare i ruoli istituzionali ricoperti da tutti i Consiglieri Comunali in carica. Difatti, dopo aver proceduto all' invio della segnalazione a mezzo PEC di cui al prot. N.28083/2026 del 04.05.2026 con oggetto: " Valutazione per l' annullamento/revoca/sospensione delle D.C.C. dei PIANI INTEGRATI e relative CONCESSIONI EDILIZIE nella Città di Ladispoli", ed e-mail istituzionale inviate a tutti i Consiglieri Comunali della Città di Ladispoli. La segnalazione delle presunte irregolarità inviata agli Amministratori del Comune di Ladispoli, si è basata sulle affermazioni fatte dal Sindaco Alessandro Grando, durante il C.C. del 16.4.26, egli ha affermato che molti terreni in uso pubblico non sono stati acquisiti al patrimonio comunale da tutte le precedenti amministrazioni.
In virtù dell' articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana, i Tre Amici al Bar, hanno ritenuto opportuno divulgare detta PEC, peraltro pubblicato da tre Mass Media on-line. Tale circostanza è motivata dalla necessità di trasparenza degli atti pubblici e per incentivare i Cittadini alla partecipazione attiva e responsabile alla gestione pubblica/amministrativa, in difesa del c.d. "BENE COMUNE", "AMBIENTE", e "SVILUPPO SOCIO ECONOMICO DELLA CITTÀ DI LADISPOLI".
Una ulteriore segnalazione, sempre a mezzo PEC, è stata inviata, alle figure istituzionali della Regione Lazio, Procura Regionale della Corte Conti e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.
Nel successivo Consiglio Comunale, l’argomento trattato nella PEC non risultava all' O.d.g.: " Mozioni ed Interrogazioni ", e per tanto appare che non si possa escludere verosimilmente, che i presenti, NON abbiamo all’ inizio del citato C.C., nello spazio ; Temi di attualità;, chiesto eventuali informazioni al riguardo dei “potenziali e/o presunti illeciti” elencati nella suddetta PEC dei danni erariali dovuti alla mancata acquisizioni di terreni privati ceduti al Comune in cambio del rilascio di concessioni edilizie/urbanizzazione primaria o secondaria; non potendosi escludere verosimilmente, che queste “informazioni” non siano state “apprese” dalla suddetta PEC, e-mail istituzionali, e dagli articoli pubblicati dai Mass Media on-line.
A tal proposito, si rappresenta che la figura istituzionale del Consigliere Comunale, in virtù dell' articolo 40 C.P. e, quale Pubblico Ufficiale ex art.357 c.p., consente di valutare  saggiamente ed eventualmente, notiziare, ai sensi dell'articolo 347 Codice di Procedura Penale (D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447) – Obbligo di riferire la notizia del reato -, la competente Autorità Istituzionale.
Umilmente ci permettiamo di superare l'eventuale imbarazzo e/o perplessità in ordine alla presunta gravità di quanto segnalato e, pertanto, proponiamo, ove nulla osti, di valutare ogni eventuale azione, sempre a tutela del c.d. BENE COMUNE: " CHIEDENDO UN PARERE GIURIDICO VINCOLANTE AL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI LADISPOLI NONCHÉ AL RELATIVO UFFICIO LEGALE DEL COMUNE DI LADISPOLI sulle ipotesi di illeciti formulati nell’anzidetta PEC,   con l' esclusiva finalità di procedere, serenamente con cognizione di causa. Si rammenta, inoltre, che il Legislatore, per salvaguardare i Cittadini che lavorano nella “Pubblica Amministrazione” e nel settore “Privato”, ha emanato il Decreto Legislativo n.24 del 10.03.2023 (pubblicato in G.U. n.63 del 15.03.2023) – che è entrato in vigore il 30.03.2023 – “Whistleblowing attuativo della Direttiva Europea n.1937/2019. In sintesi, dal combinato disposto dell’articolo 1 e dell’articolo 2 del citato Dlgs.n.24/2023 si ricava che: “il whistleblower è la persona che segnala, divulga ovvero denuncia all’Autorita’ Giudiziaria o

Contabile, violazioni di disposizioni Normative Nazionali o dell’Unione Europea che ledono l’interesse pubblico o dell’ente privato, di cui è venuto a conoscenza in un contesto lavorativo o privato.
Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia”.
I Tre Amici al Bar
Raffaele Cavaliere, Diego Corrao