«Siamo arrivati all’assurdo: dover spiegare che cos’è una donna.
Per questo, con una campagna di affissioni partita in tutta Italia, ribadiamo l’ovvio: “Donna [dòn·na] s.f.: Persona adulta di sesso femminile”, come da definizione del dizionario».
Ad annunciarlo è il referente territoriale di Pro Vita & Famiglia, nel presentare la nuova campagna di manifesti promossa dall’associazione nella città di Santa Marinella e già partita nei giorni scorsi a Roma e in altre città italiane.
Essa proseguirà nelle prossime settimane anche dopo la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo.
«Il diritto più elementare delle donne è diventato non vedersi cancellare da ideologie che negano l’evidenza e che causano, a cascata, la venuta meno di tutti gli altri diritti e tutele», spiega. «Lo vediamo nei continui attacchi ai danni delle donne da chi si autoproclama loro difensore: dalle transfemministe alle lobby Lgbt fino ai palazzi delle istituzioni.
Lo conferma l’ultimo agghiacciante documento approvato lo scorso 12 febbraio dal Parlamento Europeo, che impone il riconoscimento delle “donne trans” come donne, in vista della Commissione dell’ONU sulla condizione delle donne, che inizierà proprio all’indomani della Giornata dell’8 marzo.
Oppure i tentativi dell’Agenda woke Lgbt di decostruire il concetto stesso di donna: con l’uso di asterischi e schwa, parlando di “persone con l’utero” o “persone che mestruano”, fino alla propaganda gender fluid, del cosiddetto Self-Id e della Carriera Alias nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni.
La conseguenza è la martellante invasione di spazi riservati: bagni, spogliatoi, competizioni sportive e persino la sicurezza nelle carceri. Mai avremmo pensato di dover trovarci davanti alle celebrazioni dell’8 marzo con la prospettiva della cancellazione delle donne, in quanto tali.
Ma oggi siamo costretti a ribadire l’ovvio: le donne sono persone adulte di sesso femminile».
Circolo Provita & Famiglia – Santa Marinella











