Scuola. Pro Vita Famiglia: critiche di Cecchettin al DDL Valditara sottovalutano rischi gender nelle scuole

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«Le parole di Gino Cecchettin contro il Ddl Valditara sul consenso informato rivelano la volontà di spingere l’educazione sessuale e affettiva in tutti gli ordini scolastici, inclusi infanzia e primarie, dove proprio il Ddl Valditara la vieta per proteggere i minori», commenta Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia. «Invitiamo Cecchettin a verificare i numerosi progetti ispirati alla teoria gender – della quale lui nega l’esistenza – che entrano nelle scuole italiane, mascherati da lotte contro bullismo e discriminazioni, per promuovere temi come genere fluido, aborto, utero in affitto e una sessualità ideologica, in linea con l’agenda LGBTQIA+», aggiunge Coghe, commentando un’intervista al quotidiano Domani, nella quale Cecchettin ha negato l’esistenza del “gender”, proponendo corsi per insegnanti di primarie e infanzia e sottolineando la libertà di identità, senza citare il ruolo chiave dei genitori come primi educatori e responsabili del benessere dei figli.
«Il Ddl Valditara – aggiunge Coghe – è cruciale per tutelare bambini e adolescenti, assicurando il pieno coinvolgimento dei genitori su contenuti sensibili, altrimenti si calpesta il loro diritto a guidare l’educazione e si rischiano influenze ideologiche precoci. Per questo ci auguriamo che il testo, in discussione in Commissione Cultura al Senato, arrivi in Aula senza modifiche. Lo sostengono anche più di 51.000 firmatari della nostra petizione e un sondaggio di Noto Sondaggi che, lo scorso febbraio, ha rivelato come l’83% degli italiani sia favorevole al consenso informato»