Fondi PNRR: occasione storica o cattedrali nel deserto? A Santa Marinella il conto rischia di pagarlo la Città

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Da mesi a Santa Marinella spuntano cantieri, impalcature, transenne. Cartelli che parlano di “PNRR”, acronimo diventato improvvisamente familiare anche a chi, fino a ieri, non aveva mai sentito parlare di programmazione europea. Ma la domanda che nessuno sembra voler affrontare è semplice e brutale: questi fondi servono davvero a far crescere la Città o sono solo l’ennesimo modo di spendere soldi pubblici senza una visione?

Partiamo dalle basi, perché il tema è troppo importante per essere lasciato alla propaganda.

Il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nasce all’interno del programma europeo Next Generation EU, approvato nel 2020 per rispondere alla crisi economica e sociale causata dalla pandemia. All’Italia sono stati assegnati circa 191,5 miliardi di euro, tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti agevolati. Non è beneficenza. È un investimento europeo condizionato a riforme, obiettivi, risultati misurabili.

Una parte dei fondi è a fondo perduto, una parte è a debito: sì, una quota dovrà essere restituita. Ma soprattutto, tutti i fondi – anche quelli che non si restituiscono – hanno un prezzo: vincoli stringenti, scadenze rigide, obbligo di risultati. Non basta spendere. Bisogna dimostrare che quella spesa produce sviluppo, crescita, occupazione, servizi migliori.

Lo dicono i regolamenti europei, lo ribadiscono i documenti ufficiali della Commissione UE, lo chiarisce il Regolamento (UE) 2021/241, che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza: le risorse devono contribuire a transizione ecologica, digitale, coesione sociale e territoriale, crescita sostenibile. Parole che hanno un significato preciso, non slogan buoni per i comunicati stampa.

E qui arriviamo a Santa Marinella.

Perché a fronte di numerosi cantieri finanziati con fondi PNRRnon è mai stato presentato alla Città un vero programma di sviluppo. Mai una spiegazione chiara su come queste opere si inseriscano in una strategia complessiva. Mai un confronto pubblico serio. I cittadini vedono solo impalcature. E iniziano a percepirle per quello che sono: cattedrali nel deserto.

Nessuno è stato messo in condizione di capire se, una volta terminati quei lavori, ci sarà un ritorno economico, occupazionale, sociale. Nessuno ha spiegato come quelle opere dialogheranno con il tessuto urbano, con il turismo, con il commercio, con i giovani, con chi vuole investire e restare. Sembra che l’unico obiettivo sia “spendere”, perché i fondi vanno spesi entro certe date.

E attenzione: se le scadenze non vengono rispettate, i fondi vengono revocati. Non è un’ipotesi teorica. È scritto nero su bianco. Ritardi, irregolarità, mancanza di risultati possono portare al blocco dei finanziamenti e alla restituzione delle somme già erogate. A quel punto il danno è doppio: opere incompiute e debiti sulle spalle della collettività.

Ma anche quando i lavori finiscono nei tempi, resta il nodo politico più grave: dov’è il pubblico interesse? Dov’è la strategia? Perché il PNRR non nasce per rifare marciapiedi o verniciare facciate se questo non si inserisce in un disegno di crescita. Non nasce per alimentare la logica del nastro da tagliare, della foto di rito, dell’annuncio vuoto.

Santa Marinella ha già visto questo film. Basta guardare la piscina comunale al Triangolone, oggi monumento all’incompiutezza, visibile a chiunque transiti sull’Aurelia. Un’opera nata senza visione, senza sostenibilità, senza un progetto economico credibile. Un simbolo plastico di un modo di amministrare fatto di interventi isolati, scollegati, autoreferenziali.

Il PNRR avrebbe dovuto essere l’occasione per cambiare metodo. Per costruire un’idea di Città. Per dire ai cittadini: queste opere servono a questo, produrranno questo, creeranno queste opportunità. Invece no. Cantieri senza racconto, opere senza futuro, soldi senza strategia.

Io credo che una Comunità non si governi a colpi di finanziamenti, ma con una visione chiara del domani. E che ogni euro pubblico debba avere un senso che vada oltre l’immediato. Santa Marinella merita sviluppo vero, non scenografie temporanee. Merita amministratori capaci di disegnare il futuro, non solo di gestire l’oggi.

Santa Marinella cambierà, ci metto la faccia.

dichiarazione di Cristiano Degni – candidato alle elezioni amministrative Santa Marinella 2026