Riceviamo da Cristiano Adolfo Degni e pubblichiamo
Santa Marinella non può più permettersi di rimandare. Non può continuare a vivere in una condizione sospesa, fatta di promesse, annunci e interventi episodici che non incidono davvero sulla qualità della vita delle persone. Accanto al tema della trasparenza amministrativa, che resta un pilastro imprescindibile di ogni azione pubblica credibile, esiste una questione altrettanto urgente e non più eludibile: la sicurezza come diritto quotidiano.
Sicurezza non è una parola da usare in campagna elettorale per spaventare o per raccogliere consenso facile. Sicurezza non è propaganda, non è allarmismo, non è una sirena accesa solo quando serve. Sicurezza significa poter vivere serenamente la propria Città ogni giorno, a ogni ora. Significa sapere che gli spazi pubblici sono curati, illuminati, presidiati. Significa avere fiducia nelle Istituzioni e sentire che esiste una regia chiara, una visione, una responsabilità politica che non si nasconde dietro le scuse.
Negli ultimi anni Santa Marinella ha conosciuto un progressivo indebolimento del presidio del territorio. Non perché manchino le forze dell’ordine o perché esistano emergenze ingestibili, ma perché è venuta meno una strategia complessiva. La sicurezza è stata spesso affrontata come un tema accessorio, da evocare solo in presenza di episodi eclatanti, invece di essere trattata come una politica pubblica strutturale, continua, quotidiana.
Una Città sicura è una Città viva. È una Città in cui le persone tornano a frequentare le piazze, i parchi, il lungomare, i quartieri. È una Città in cui i commercianti non si sentono lasciati soli, in cui le famiglie non rinunciano a uscire la sera, in cui gli anziani non hanno paura di camminare e i giovani trovano spazi da vivere e non da subire. Dove c’è sicurezza, c’è Comunità. Dove manca sicurezza, cresce l’isolamento, si spegne la socialità, arretra la fiducia.
Parlare di sicurezza, dunque, significa parlare di presenza sul territorio. Significa investire seriamente nella prevenzione, non solo nella repressione. Significa programmare un’illuminazione pubblica efficiente e capillare, perché il buio genera abbandono e l’abbandono genera degrado. Significa curare il decoro urbano, perché una Città sporca, trascurata, disordinata comunica l’idea che tutto sia permesso e che nessuno controlli. Significa coordinare le azioni tra Comune, forze dell’ordine, associazioni, cittadini, superando logiche frammentarie e improvvisate.
La sicurezza è anche un tema di chiarezza nei ruoli. Santa Marinella ha bisogno di ristabilire un principio semplice ma fondamentale: i beni pubblici appartengono alla comunità, non a chi li gestisce temporaneamente. I concessionari devono svolgere il loro lavoro nel rispetto delle regole, con responsabilità e trasparenza, senza mai assumere la postura dei “padroni per l’eternità”. Quando i confini si fanno opachi, quando le concessioni diventano rendite di posizione, quando il controllo pubblico arretra, la sicurezza complessiva della Città si indebolisce.
Questo non è un attacco a qualcuno, ma una presa d’atto. Le amministrazioni che si sono succedute hanno mostrato un evidente immobilismo su questi temi. Hanno preferito galleggiare, rinviare, gestire l’ordinario senza affrontare le cause profonde dei problemi. Oggi Santa Marinella paga il prezzo di questa mancanza di coraggio politico e di visione amministrativa.
È arrivato il momento di dire chiaramente che così non basta più. Serve un cambio di passo netto, riconoscibile, misurabile. Serve una politica che torni a governare i processi, invece di inseguire gli eventi. Serve un’Amministrazione che consideri la sicurezza non come un capitolo marginale, ma come una condizione essenziale per lo sviluppo, per l’economia locale, per la qualità della vita.
La sicurezza non si costruisce contro i cittadini, ma con i cittadini. Attraverso l’ascolto, la partecipazione, la responsabilizzazione reciproca. Una comunità che si sente coinvolta è una comunità che collabora, che segnala, che difende i propri spazi. E questo è il miglior antidoto contro degrado, illegalità e disaffezione.
Santa Marinella ha tutte le risorse per tornare a essere una Città accogliente, ordinata, sicura. Ma serve una scelta politica chiara: uscire dall’immobilismo e assumersi la responsabilità del cambiamento. Io questa responsabilità sono pronto ad assumerla, senza ambiguità, senza scorciatoie.
Santa Marinella cambierà, ci metto la faccia.










