Marche. Pro Vita Famiglia: preoccupano le parole dell’assessore Calcinaro. No alle linee guida Speranza, sì a sostegni concreti a maternità

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Il continuo rilancio mediatico delle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, in merito all’aborto farmacologico e alla possibile applicazione nella regione delle cosiddette “linee guida Speranza”, desta forte preoccupazione. Tali linee guida, che consentono l’utilizzo della RU486 fino alla nona settimana di gravidanza senza ricovero ospedaliero e senza un adeguato monitoraggio medico, aumentano i rischi per la salute delle donne, le abbandonano nel momento più fragile pur di banalizzare l’aborto, invece di offrire risposte concrete alle reali difficoltà della maternità.
«Confidiamo che il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, voglia chiarire pubblicamente che le affermazioni dell’assessore Calcinaro non rappresentano l’orientamento ufficiale della Giunta e che non sia in programma alcun recepimento delle linee guida Speranza, rilanciando invece politiche di sostegno concreto alla maternità, a partire dall’istituzione di un Fondo regionale per la vita nascente», commenta Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia. «È infatti necessario – aggiunge – ricordare che in Italia non esiste alcuna donna che non sia riuscita ad abortire per presunte inadempienze della legge 194. Al contrario, sono moltissime le donne costrette ad abortire per mancanza di alternative concrete, a causa di povertà, solitudine, pressioni familiari o lavorative e dell’assenza di sostegni reali. Le Marche possono così diventare un modello virtuoso: non un laboratorio di sperimentazione sull’aborto farmacologico, ma una Regione che sceglie di non lasciare sole le madri e di investire davvero nella tutela della vita nascente» conclude Ruiu.