L’ennesima fuga in avanti incostituzionale di una Regione sul tema del fine vita è quanto sta accadendo in Molise. La morte d’ufficio, procurata e incentivata dallo Stato, non potrà mai essere la strada giusta, ma è e rimarrà una via incivile e disumana. Ci stupisce inoltre che tra i sottoscrittori ci siano i consiglieri D’Egidio (FdI) e Sabusco (Lega), che tradiscono così le linee nazionali dei propri partiti, contrari ad agevolare – in particolare a livello regionale – l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Ci aspettiamo un chiarimento e soprattutto un dietrofront, affinché tutte le forze politiche del Consiglio Regionale molisano, e in particolare quelle della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Francesco Roberti (Forza Italia), facciano di tutto per bocciare questa proposta di legge, che rimane illegittima come lo è quella già approvata in Sardegna e in Toscana. Su quest’ultima in particolare si attende a breve il pronunciamento della Corte Costituzionale dopo il ricorso fatto dal Governo per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Il Molise, anziché seguire l’esempio mortifero di Toscana e Sardegna, pensi a incentivare le cure palliative e l’accompagnamento a fragili e malati, visto che nella Regione, solo 2 malati su 10 che avrebbero diritto a tali cure ne hanno effettivamente accesso.
Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, commenta l’approdo in Aula in Consiglio Regionale del Molise della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito.










