CORTEO FEMMINISTA. PRO VITA FAMIGLIA: INTIMIDAZIONI CON CARTELLI BRUCIATI E CORI

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Bruciare i nostri manifesti al grido di “Le sedi di Pro Vita si chiudono col fuoco ma con i pro vita dentro sennò è troppo poco” non è protesta: è intimidazione squadrista. È la conseguenza diretta di anni di demonizzazione orchestrata da una parte della sinistra, da certi media e dai collettivi LGBTQ+ che ci dipingono come nemici delle donne, quando invece difendiamo la vita dei bambini non nati e la dignità della maternità. In un giorno che dovrebbe essere dedicato esclusivamente alla condanna di ogni violenza sulle donne, assistere a questi gesti di odio e vandalismo è la dimostrazione più evidente dell’ipocrisia di certi ambienti transfemministi. Chiediamo alla politica e alle istituzioni di prendere ufficialmente le distanze da questi atti intimidatori”.
Pro Vita & Famiglia denuncia l’ennesimo caso di violenza e intimidazioni nei confronti della onlus, arrivato oggi durante il corteo transfemminsta che si è svolto a Roma. All’angolo con via Merulana alcuni partecipanti hanno bruciato dei cartelli con i loghi di Pro Vita & Famiglia, vicino alla nostra sede oggi presidiata dalla polizia, che ha così per l’ennesima volta impedito ai violenti di avvicinarsi e attaccare la sede come successe il 25 novembre 2023 quando fu lanciato un ordigno solo per caso non esploso e furono distrutte le vetrine della sede.