Una coppia straniera, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ha deciso di crescere i suoi tre figli in un casolare nei boschi dell’Abruzzo, scegliendo per loro dei percorsi educativi diversi da quelli convenzionali. Benché nei bambini non siano mai stati riscontrati problemi di salute, cura, affetto o istruzione, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha avviato un procedimento contro i coniugi Trevallion, sospendendo loro la responsabilità genitoriale con il rischio concreto di arrivare all’allontanamento dei figli.
È una violazione gravissima del primato educativo dei genitori, riconosciuto dalla Costituzione e anche dal buon senso: le istituzioni dovrebbero intervenire solo nei casi estremi di abusi, maltrattamenti e trascuratezze accertate, non per punire uno stile di vita non corrispondente allo standard dominante.
Firma ora la petizione per chiedere al Ministro della Giustizia Carlo Nordio di tutelare la “famiglia nei boschi”! I figli non sono dello Stato!
— Ecco il messaggio che invieremo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio —
On. Ministro Nordio,
con rispetto Le chiediamo di interessarsi personalmente del caso della Famiglia Trevallion: due genitori che rischiano di perdere la potestà sui figli non per maltrattamenti o abusi, ma perché hanno scelto uno stile di vita non convenzionale, semplice e a contatto con la natura, che può essere condiviso o meno ma che non lede i diritti e i bisogni dei bambini.
Dalle informazioni disponibili non emergono problemi di salute, di cura o di affetto: i figli appaiono sereni, seguiti e non privati di ciò che è loro necessario, compreso il diritto all’istruzione, che può essere garantito anche in forme diverse dalla scuola tradizionale, come la legge prevede.
Un intervento così radicale rischia di far passare un messaggio gravissimo: che i figli non appartengano più innanzitutto ai genitori, ma allo Stato, che può sostituirsi a loro nelle scelte educative non quando ci sono abusi o trascuratezze, ma semplicemente quando uno stile di vita non corrisponde al modello dominante.
Le ingerenze dello Stato nella vita familiare devono limitarsi ai soli casi estremi di effettiva e grave carenza educativa: non possono diventare uno strumento per colpire chi vive o educa in modo diverso dalla maggioranza.
Per questo Le chiediamo di vigilare affinché, nel procedimento che riguarda la Famiglia Trevallion, sia pienamente rispettato il principio di proporzionalità e il primato educativo dei genitori, e che non venga sottratta la potestà genitoriale in assenza di reali violazioni dei diritti dei minori.
Difenda i diritti della Famiglia Trevallion e il diritto dei bambini a crescere con i loro genitori, non come “figli dello Stato”, ma come figli di una famiglia vera.
La ringraziamo per la Sua attenzione, e rimaniamo in fiduciosa attesa di un Suo intervento tempestivo.










