EDUCARE CON L’INTELLIGENZA (ARTIFICIALE). TRA AMBIVALENZE E RESPONSABILITÀ

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«Nuove tecnologie e intelligenza artificiale aprono a scenari inediti e pongono questioni sempre più complesse. Non dobbiamo avere remore nel sostenere che ci troviamo davanti a una vera e propria rivoluzione culturale che ci invita a riflettere sulla nostra idea di intelligenza e di senso, che toccano in modo diretto la dimensione antropologica ed etica». Così la prof.ssa Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica Sacro Cuore, nella prolusione che inaugura l’anno accademico dell’Auxilium, analizzando il rapporto persona ed educazione nel tempo dell’intelligenza artificiale, ripensando le categorie dei saperi e i quadri di riferimento cognitivi.
(Roma, 14 novembre 2024). Calorosa partecipazione di studenti e studentesse, docenti ed ospiti all’inaugurazione oggi del 56mo anno accademico della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium», che accoglie a Roma allievi, religiosi e laici, di 67 Paesi del mondo. Ad aprire i lavori, ospitati presso l’Aula Magna Giovanni Paolo II, la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica.
Grande interesse per la prolusione tenuta da Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica di Milano, dal titolo: “Educare con l’intelligenza (artificiale). Tra ambivalenze e responsabilità”. Un tema di grande attualità che la prof.ssa Beccalli ha raccomandato di affrontare con «un approccio che collochi la tecnologia entro un orizzonte di intelligenza relazionale. Un’intelligenza che intreccia legami; che valorizza l’interconnessione tra singoli e comunità e che fa della responsabilità condivisa (per il benessere integrale dell’altro) la sua più alta ambizione».
Riflettendo sul rapporto tra persona, intelligenza artificiale e responsabilità, la prof.ssa Beccalli ha ricordato come l’educazione rappresenti uno strumento di orientamento in un contesto di trasformazione rapida e radicale senza precedenti. «Tutto questo mi ha indotto a proporre un Patto educativo per le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale che può essere inteso come un ulteriore pilastro del Global Compact on Education, nella prospettiva di un’educazione al digitale che risponda a una delle tre nuove sfide educative delineate da Papa Leone XIV. La rete delle istituzioni cattoliche può farsi promotrice del Patto. In particolare, le Università Cattoliche e Pontificie possono operare come laboratori dove coltivare intelligenza emotiva, spirituale, relazionale e sociale; esercitando con sapienza e creatività una ricerca accurata sulla complessa relazione tra intelligenza artificiale e umano; contribuendo a far emergere le potenzialità che ne possono derivare per i diversi ambiti della scienza e della realtà; guidandole sempre verso applicazioni eticamente qualificate e al servizio della coesione sociale e del bene comune».
A fare gli onori casa, la preside della Facoltà Auxilium, prof.ssa Piera Ruffinatto con una riflessione sul compito dell’«educare alla pace: il sapere come cura». In un’epoca segnata da conflitti, disuguaglianze e frammentazione sociale «il sapere che cura – evidenzia la prof.ssa Ruffinatto – è quello che non si limita ad accumulare nozioni, ma che sa interrogarsi, mettersi in ascolto, generare dialogo e aprire orizzonti di speranza». Questo «racchiude una duplice consapevolezza: quella della responsabilità che ci interpella come comunità educativa e quella della fecondità trasformativa che il sapere può avere quando si pone al servizio della persona e del bene comune. Educare alla pace significa riconoscere che ogni atto formativo è anche un atto di cura». C’è allora bisogno – auspica ancora la preside – «di istituzioni educative che siano laboratori di pace, dove si sperimenta concretamente che un altro modo di stare insieme è possibile; di docenti, studenti e ricercatori che non temano di sporcarsi le mani con le ferite del presente, ma che al contempo sappiano guardare oltre, immaginando e costruendo futuri più giusti e fraterni».
In chiusura, la proclamazione a docente emerito di Teologia Pastorale della prof.ssa Rosangela Siboldi, quindi il saluto di Madre Chiara Cazzuola, Gran Cancelliere della Facoltà e Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che dichiara aperto l’anno accademico 2025-2026.
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