Roma: Carine Kanimba è in Italia per chiedere la scarcerazione e un giusto processo per il padre Paul Rusesabagina, a cui è ispirato il film “Hotel Rwanda”

È a Roma per chiedere il maggiore supporto possibile alla sua causa, grazie al sostegno del Consiglio nazionale forense, l’attivista ruandese Carine Kanimba, figlia di Paul Rusesabagina, l’eroe che ha ispirato il film hollywoodiano “Hotel Rwanda”, arrestato più di un anno fa e recentemente condannato a venticinque anni di prigione in un «processo-farsa». Carine Kanimba è a Roma insieme al difensore del padre, l’avvocato belga Vincent Lurquin, per denunciare le ingiustizie subite da Rusesabagina, dall’arresto alla carcerazione alla condanna e chiedere un equo processo e la scarcerazione. “Vi chiedo di aiutarmi a salvare la vita di mio padre, adottando una risoluzione simile a quelle adottate in altri parlamenti di tutto il mondo”: questo l’appello lanciato oggi, davanti al Comitato permanente per i diritti umani nel mondo della Commissione Esteri della Camera. Domani, alle ore 11 sarà davanti al plenum del Consiglio nazionale forense, che ha organizzato questa tappa romana per Carine Kanimba, per raccontare la vicenda giudiziaria che ha condotto in prigione il 67enne Paul Rusesabagina.

Paul Rusesabagina, imprenditore ruandese e cittadino belga, durante il genocidio del 1994, pur essendo di etnia Hutu, salvò oltre un migliaio di Tutsi dal massacro, dando loro rifugio nell’Hôtel des Mille Collines di cui era direttore e salvando la vita a 1268 persone, vicenda che è stata rappresentata nel film plurinominato agli Oscar con Don Cheadle attore protagonista.

In Ruanda i procuratori della pubblica accusa hanno presentato ricorso contro la sentenza a 25 anni di carcere per terrorismo, da loro giudicata troppo lieve rispetto all’ergastolo chiesto nella requisitoria. È stato definito da diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani «un processo politico», per le attività di Rusesabagina di critica del governo autoritario dell’attuale presidente del Ruanda Paul Kagame, condotto in spregio alle regole dell’equo processo.

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione, il 7 ottobre 2021, nella quale si sottolinea, tra le altre cose, che Paul Rusesabagina non ha potuto scegliere inizialmente gli avvocati per la sua difesa e poi ai suoi legali, dall’aprile di quest’anno, è stato impedito di incontrarlo, in violazione dell’articolo 68 del codice di procedura penale ruandese oltre che di tutte le convenzioni internazionali.