Riprendono, a cura del GATC, le attività divulgative all’area archeologica del Laghetto nel Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Banditaccia di Cerveteri

Da domenica 14 giugno e poi nelle successive domeniche del 21 e 28 giugno grazie all’impegno dei volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, che ne hanno curato la ripulitura, il ripristino e la valorizzazione, sarà possibile visitare, di nuovo, i 7.000 metri quadrati della interessantissima zona archeologica del “Laghetto” che fa parte del Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri. L’area del Laghetto, in uno spazio molto contenuto, racchiude ben 500 tombe appartenenti a tutta la tipologia etrusca ad iniziare addirittura dall’ VIII secolo a.C. per finire al II secolo sempre a.C. La suddetta Area è sita nel lato est del pianoro della Banditaccia. La denominazione di “Laghetto” è data, a questa splendida e ben conservata realtà di archeologia sepolcrale etrusca, semplicemente da un “lascito” di un piccolo lago formato da acque sorgive e di impluvio già esistente al tempo dei Rasenna (Etruschi) di Caisra (Cerveteri sempre in etrusco). Rasenna i quali, da grandi esperti di idraulica, al fine di tenerne le acque sempre regimentate affinché non debordassero, in alcuni periodi dell’anno, nelle viciniore zone sepolcrali, avevano scavato un condotto di deflusso semisotterraneo passante sotto la suddetta necropoli e scaricante in quello che, attualmente, è chiamato fosso del Manganello il quale, sicuramente, all’epoca, aveva ben altra portata e di cui i fiancheggianti costoni rocciosi, in mezzo a cui ancora scorre, non erano collassati più di tanto come poi accaduto successivamente. Piccolo lago che fu riempito con le risulte di terra provenienti dagli scavi archeologici effettuati alla Banditaccia, sotto l’attenta guida dell’ingegnere minerario Raniero Mengarelli, appassionato e competente archeofilo, nei primi decenni del 1900. La stessa Area archeologica che fu indagata a fondo pure dalla Fondazione Lerici negli anni ’60 del secolo scorso pure con l’ausilio, per l’epoca molto avanzato, di prospezioni magnetometriche. Vi è da dire che, in ambito etrusco, parallelamente all’uso sepolcrale, questo luogo veniva anche utilizzato da cava di tufo, come è ben visibile ancora oggi, per cui, accanto alle varie, ben conservate, tipologie di tombe, si vedono pure i tagli tufacei effettuati per l’asportazione del suddetto materiale. Sempre però, fermo restando, il grande rispetto degli Etruschi per i loro defunti per cui, nel caso di inevitabili spostamenti di resti umani, questi, con tutte le attenzioni possibili, come è stato ampiamente verificato, venivano deposti in specifici viciniori pocula (ossuari).L’impegno sistematico (ovviamente sempre sotto l’oculato e specifico controllo della Soprintendenza Archeologica) messo in campo dai 25 volontari (estremamente attenti anche ai minimi particolari) del GATC per rendere fruibile ai visitatori, in sicurezza, tutta l’area si è protratto con una certa continuità (condizioni meteo permettendo) ed è stato coordinato, con grande scrupolo e perizia, per la parte scientifica dall’archeologo dott. Stefano Giorgi e per quella operativa dal sig. Gianfranco Pasanisi, entrambi espertissimi nei loro rispettivi ruoli. Come pure archeologo espertissimo è Flavio Enei, coordinatore scientifico del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, il quale è anche direttore di tutto il polo museale del castello di Santa Severa. Molto notevole è pure il fatto che alcune tombe del “Laghetto” fossero dipinte e che, a distanza di oltre 2.000 anni, le tracce di ciò siano ancora ben visibili destando quindi l’ammirazione dei visitatori del terzo millennio. Molta attenzione è stata posta nella dovuta tutela ambientale, sia nel rispetto delle varie specie di piante che in quello di alcune pozze d’acqua nelle quali, fra l’altro, ben convivono rane, rospi ed alcuni, sempre più rari, tritoni. L’area archeologica del “Laghetto” si trova all’esterno del recinto della Banditaccia, 200 mt. dopo l’ingresso, in un declivio posto alla destra di un ampio slargo contornato da alti e procerosi pini mediterranei, il luogo è raggiungibile, sia a piedi che in macchina, tramite la strada sterrata che conduce a quella parte della cosiddetta, sempre etrusca, Via degli Inferi la quale è fuori dell’attuale recinto della Banditaccia. Quindi Domenica 14, 21 e 28 Giugno con “Cerveteri: alla scoperta della necropoli etrusca del Laghetto” gli archeologi ed i volontari del GATC presentano i risultati del recupero della suddetta area. Gli appuntamenti per i visitatori sono fissati alle ore 10.00, 11.00 e 12.00 del mattino ed alle ore 15.00, 16.00 e 17,00 del pomeriggio all’ingresso della Necropoli del Laghetto di Cerveteri, 200 metri, come suddetto, oltre l’ingresso della Necropoli della Banditaccia (seguire la strada che costeggia la recinzione). Limite massimo, per ogni illustrazione, di 20 partecipanti muniti di mascherina.