Pesaro nel 2024 è la Capitale Italiana della Cultura

Arnaldo Gioacchini *

Pochi secondi dopo le ore 24,00 del 2023 saremo già nel cosiddetto “anno che verrà” che è il 2024 e chi, come chi scrive, sia come giornalista ( ha iniziato nel 1962, anche come inviato, in “Ore 12 notte”, ma già nel 1960 scriveva le didascalie dei servizi fotografici dell’Agenzia Pais & Sartarelli) che, come esperto dell’UNESCO, in questo caso lo è fin dal 1980, ricordando che il primo Sito UNESCO italiano iscritto nella World Heritage List dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità – all’epoca, correva il 1979 ed il Sito completamente italiano (vi sono anche dei Siti condivisi fra varie Nazioni) fu solo il 94° di tutto il  mondo ottenuto dall’Italia con i petroglifi (incisioni rupestri – ndr) della Val Camonica. Attualmente i Siti  UNESCO sono 1153 di cui 896 beni culturali, 218 naturali e 39 misti e sono presenti in  ben 167 stati del mondo gli piace ricordare sempre gli accadimenti di una materia nella quale si è specializzato, da decenni, in entrambi dei suddetti due casi professionali: La Cultura. In questo caso la notizia di attualità è quella che, nell’entrante anno 2024, Pesaro sarà la capitale italiana della Cultura per il 2024. La città marchigiana ha “battuto” una agguerrita concorrenza composta dalle altre nove finaliste:  Ascoli Piceno, Chioggia (Ve), Grosseto, Mesagne (Br), Sestri Levante con il Tigullio (Ge), Siracusa, l’unione dei Comuni Paestum – Alto Cilento (Sa), Viareggio (Lu) e Vicenza.Il premio, oltre il suddetto prestigioso titolo, prevede anche, come è accaduto per le altre vincitrici degli ultimi anni, un milione di euro di finanziamento pubblico, la giuria che ha scelto Pesaro è stata presieduta da Silvia Calandrelli direttrice di Rai Cultura. Appena saputa la notizia il sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha annunciato che dedica la vittoria alla città ucraina di Kharkiv, martoriata dalla guerra. L’assessore alla Cultura delle regione Marche, Giorgia Latini, ha invece dichiarato che la vittoria di Pesaro è un “grande orgoglio”, che “fa salire le Marche sul gradino più alto”. Il risultato, secondo l’assessore, è da attribuire alla capacità di creare un progetto che mixa natura e cultura, e si augura che si occasione per rilanciare le Marche “a partire dalle aree interne: rete e progettazione integrata saranno gli obiettivi strategici della politica culturale regionale per la rigenerazione dei borghi”. L’ex ministro della Cultura l’Avv. Dario Franceschini invece, dopo la proclamazione della vittoria, è tornato sulla decisione del comune di Pesaro di dedicare la vittoria all’Ucraina: “ È molto bello il gesto con cui il sindaco di Pesaro ha dedicato la vittoria a Capitale italiana della Cultura 2024 a Kharkiv. Veramente un gesto molto simbolico e molto forte. Dobbiamo continuare a guardare avanti, speriamo che nel 2024 tutto questo sia da molto tempo alle spalle”. Ed ha aggiunto: “Ogni anno questa competizione diventa più virtuosa e di qualità e anche le nove città che non hanno vinto il titolo di Capitale italiana della Cultura 2024 potranno fregiarsi del titolo di finalista, come avviene per gli Oscar. Entrare nella short list e competere fino alla fine è già un grande risultato”. E, a proposito di Cultura con la C maiuscola, chi scrive desidera ricordare che ad Orciano di Pesaro (un piccolo comune con soli duemila abitanti) è nato un sommo artista di grande fama internazionale come Giò Pomodoro – ndr. Questa competizione, ha detto l’ex ministro, “è davvero una bella storia anche in questo momento così complicato, in cui abbiamo incontrato di nuovo la guerra, che ci impone di riflettere e agire in tutti i modi possibili. Ma guardiamo con fiducia e speranza al 2024 ”. Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, fra l’altro, quando ha esultato alla notizia, ha mostrato un rametto di ginko biloba, la pianta i cui semi sono sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima. Un simbolo che è stato utilizzato anche in occasione dell’audizione e che gli è servito per dedicare questa vittoria a Kharkiv, “in questo momento sotto le bombe e che, come Pesaro, è Città della Musica Unesco. Il ginko biloba è l’albero a cui si è ispirato il nostro dossier – ha spiegato – rappresenta la natura della cultura ed è l’albero della pace”. “In queste settimane mi sono sentito spesso con il sindaco di Kharkiv – ha detto ancora Ricci – e spero che possa essere con noi il prima possibile a festeggiare, ma soprattutto che la sua città possa uscire da questa guerra tremenda e tornare a suonare come sa fare”. L’ex ministro Franceschini nelle sue dichiarazioni ha anche affermato: “Pesaro offre al Paese una eccellente candidatura basata su un progetto culturale che, valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistico – ambientali,  propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo socio-economico” è la motivazione del riconoscimento, “In questa prospettiva la proposta conferisce il giusto equilibrio a natura, cultura e tecnologia, tre elementi che si fondono in un contesto di azione condivisa tra pubblico e privato”, ed ha proseguito dicendo : “L’enfasi data al valore della cittadinanza come riconoscimento e come pratica attraverso concreti esercizi oggi più che mai, afferma una direzione che può generare contributi per altre esperienze future”. “Lo sforzo di coinvolgimento delle giovani generazioni in un programma impegnativo appare particolarmente interessante alla luce delle sfide che l’incertezza dei tempi propone. La valorizzazione del rapporto tra città e territorio – ha concluso Franceschini – fa parte di un programma esteso in modo articolato a tutti i comuni della provincia ed integra varie voci rendendo corale il conseguimento del titolo di Capitale della cultura”. Chi scrive conosce molto, ma molto, bene la città di Pesaro e tutto il suo hinterland avendo fatto i suoi studi universitari in quel di Urbino (splendida città  Sito UNESCO) che è, da tempo, provincia  insieme a Pesaro, della quale ha sempre apprezzato la cultura, l’organizzazione, la vitalità e la socialità vera che ne fanno una delle città di punta delle Marche e non solo. Dimenticavo di dire che, a proposito di Cultura, al momento attuale, nel possesso dei Siti, riconosciuti dall’ONU tramite la sua Agenzia dell’ UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization – ndr), l’Italia è prima al mondo con 59 Siti iscritti nella World Heritage List seguita dalla Cina con 57 e da Germania e Francia appaiate con 50 riconoscimenti iscritti nella suddetta Lista.

*Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO