L’ISTITUTO COMPRENSIVO LADISPOLI1 DICE NO AL BULLISMO: TANTE INIZIATIVE PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA

Il 7 febbraio si celebra “La Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”, tutte le istituzioni scolastiche italiane sono state chiamate a dire “NO” al bullismo a scuola, dedicando la giornata ad azioni di sensibilizzazione rivolte non solo agli studenti ma a tutta la comunità. Anche i nostri studenti, come ogni anno, hanno aderito a questa manifestazione e sono stati invitati a indossare, appendere o mostrare il simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il Bullismo: un “Nodo Blu”. Ci siamo chiesti come può la scuola italiana priva di mezzi

e sempre più povera, farsi carico di ulteriori pesi e responsabilità. Ne abbiamo parlato in classe con i ragazzi attraverso vari laboratori sul bullismo e sul cyberbullismo. Il cyberbullismo non è solamente una forma di bullismo compiuto «mediante la rete telematica». È qualcosa di più sottile, infido e pericoloso. D’altra parte, proprio la strumentalità adoperata modifica sostanzialmente la pratica stessa del bullizzare, o della volontà atta a imporre la propria personalità con atteggiamenti prevaricatori o di sopraffazione. Crescono nelle nostre scuole gli episodi di bullismo ma anche, semplicemente, gli episodi di scorrettezza, di non rispetto delle regole, che richiedono da parte del consiglio di classe provvedimenti disciplinari che possono arrivare fino alla sospensione. La prevenzione è dunque fondamentale, con il controllo, ma anche con l’educazione e il dialogo, sopperendo, laddove possibile, alle carenze familiari. Ma non basta solo una punizione o una sospensione: è necessario una effettiva presa di coscienza da parte degli studenti che si siano resi colpevoli di comportamenti sanzionabili, tenendo presente che sempre di minori si tratta. L’allontanamento dalla vita scolastica non cura, non recupera il bullo anzi lo incattivisce. Insomma: molto meglio per i bulli un’attività socialmente utile piuttosto che una “semplice” sospensione. La scuola è uno dei luoghi in cui il bullismo avviene più di frequente: si deve fare un lavoro di recupero del bullo. Bisogna creare coesione e rispetto all’interno del gruppo classe. Il bullo ha bisogno di un percorso di terapia, anche perché deve recuperare le competenze relazionali con i coetanei. Molti propongono contro il bullo severità, inflessibilità e punizioni esemplari, l’allontanamento dalla vita scolastica. I ragazzi devono prendere coscienza dei comportamenti antisociali messi in atto, devono rafforzare il senso di responsabilità e ripristinare rapporti corretti all’interno della comunità. Le punizioni esemplari servono a ben poco. Il bullo merita una punizione, ma poi però, si deve intervenire attraverso un percorso rieducativo, altrimenti anche la punizione non servirà a nulla. Ecco perché la nostra scuola ha attivato una diversa procedura che è quella di non allontanare ma fare in modo che il ragazzo prenda coscienza dei propri errori. La sospensione allora si trasforma con l’obbligo di frequenza alle lezioni e l’alunno è invitato attraverso uno studio approfondito a prendere consapevolezza e conoscenza del problema, ad esporre il lavoro svolto alle classi. Attraverso queste esposizioni sono nati all’interno delle classi dei momenti importanti di discussione sull’argomento, i ragazzi sono stati invitati a confrontarsi, a darsi delle risposte e fornire delle soluzioni al problema. Siamo profondamente convinti però che un tema di tale delicatezza e importanza non può essere lasciato solo alla sensibilità e alla buona volontà di docenti e dirigenti scolastici: portare il messaggio contro ogni forma di discriminazione, rappresenta un impegno personale per tutti, adulti e bambini, perché non si debba mai giustificare o rimanere in silenzio di fronte ad ogni atto di violenza e di prevaricazione !

Marianna Miceli ( Docente dell’Istituto)