Ladispoli:parte con Dante l’iniziazione del Bosco di Palo

Il Progetto: “Ladispoli Città dell’Arte – Museo a Cielo Aperto” ( D.G. 91 del 30.4.2019) prevede una serie di iniziative atte a far crescere la consapevolezza dei cittadini; con l’obiettivo, che attraverso la cultura si può migliorare la società, far cresce l’individuo, creare le predisposizioni per un progresso socio-economico basato sul pensiero divergente sorgente di creatività che garantisce l’evoluzione verso una mentalità incentrata sul concetto di bellezza e sul senso civico pacifico dei cittadini che godono delle meraviglie delle opere artistiche nel pieno rispetto dell’inserimento delle “Nove Muse” nelle dinamiche socio-culturali della Città. Il convegno “Le Nove Muse” del 7.11.2015 tenutosi in Aula Consigliare è stato l’atto di concepimento del processo che ha portato alla realizzazione della “Città dell’Arte”, primo passo per dimostrare, che la “Bellezza potrà salvare il Mondo” dalla recessione economica e dal degrado di una civiltà che sembra essere arrivata a capolinea. Combinare le bellezze naturalistiche e gli scenari urbanistici con le diverse forme di arte crea quel connubio capace di generare quel clima pieno d’armonia che rapisce gli spettatori, li proietta in un mondo migliore dove caricarsi di buone energie così da creare una nuova realtà positiva. Il convegno: “Ladispoli Città dell’Arte – Museo a Cielo Aperto”, tenutosi in Aula Consigliare del Comune di Ladispoli del 27.9.2019 è stato simbolicamente il parto del progetto e la cerimonia di consegna della scultura “I Pescatori” del 25.10.2019 il battesimo.

Il teatro è una delle nove muse e lo spettacolo svoltosi venerdì, 21.8.20 nel Bosco di Palo è stata la prima manifestazione diversa dall’arte oratorio e letteraria e dalla realizzazione delle sculture nei giardini N. Fedeli nel centro della città. L’Ass. Archéotheatron, diretta dalla dr.ssa Desirée Arlatto, ha impegnato la troupe del Maestro Agostino De Angelis nello spettacolo della “Divina Commedia” di Dante Alighieri, ovviamente adattata alle esigenze della serata.

Con Delibera di Giunta n. 185 del27.9.19 il Bosco di Palo risulta una delle aree verdi da utilizzare per la realizzazione della “Città dell’Arte – Museo a Cielo aperto”. Nel progetto originale dello scrivente presentato al Sindaco per la realizzazione della “Città dell’Arte”, il Parco di Palo è stato destinato ad accogliere le sculture ed istallazioni che rappresenteranno il percorso alchemico di perfezionamento della persona, ovvero le tre fasi: al nero, al bianco e al rosso. In Psicologia corrispondono alle tappe che percorre la persona che in terapia rivisita tutta la sua esistenza per poter migliorare la sua qualità della vita, ovvero l’autoespolorazione, l’autocomprensione e l’autorealizzazione.

Il Parco di Palo è destinato a diventare una “Dimora Filosofale”, e l’iniziazione del Parco è avvenuta con lo spettacolo multimediale della “Divina Commedia” di Dante eseguito nella fase della Luna crescente così da utilizzare l’energia dell’espansione ed avviare quei processi simbolici legati alla ciclicità, p.es. nascita, vita e morte. La dimora filosofale del Bosco di Palo utilizzerà i concetti della metafisica così da descrivere simbolicamente le questioni esistenziali di cui fa parte anche la metempsicosi che sposta l’ottica del tempo lineare sul tempo circolare. Tutti questi quesiti dello scibile umano saranno rappresentati in forma artistica così da utilizzare quel linguaggio universale che l’inconscio dell’individuo riconosce e utilizza per attivare le reminiscenze di percorsi eterni.

Metaforicamente queste tre tappe dello sviluppo della persona possono essere associate: all’inferno, al purgatorio e al paradiso di Dante. Gli stati d’animo di ogni fase manifestano le qualità caratteriali di una persona, ovvero vizi e virtù di un individuo che sperimenta durante il proprio percorso esistenziale utilizzando il discernimento per verificare i concetti del bene e del male e delle scelte morali che portano all’armonia o alla disperazione.

Lo spettacolo del bravissimo maestro Agostino De Angelis, che in veste di Dante, ha guidato il pubblico attraverso i vari canti per interagire con i personaggi della “Divina Commedia”, e riflettere così sulle condizioni esistenziali che ciascuno di noi deve affrontare durante la propria vita per realizzare il proprio progetto di vita e affrontare nel modo migliore il proprio destino. Danza, musica, luci e fumi artificiali hanno creato quell’atmosfera magica che ha rapito il pubblico proiettandolo nell’Universo delle Muse rendendo il momento una iniziazione all’eterna bellezza.

Raffaele Cavaliere