“La verità negata” di Dario Vassallo. La presentazione al Giardino Angelo Vassallo è stata un successo

Nel giardino di Viale Mediterraneo intitolato ad Angelo Vassallo, oggi, 21 novembre 2020, cittadini e rappresentanti delle associazioni di volontariato della Città, in presenza anche dell’Assessora alle Attività produttive del Comune di Ladispoli, Francesca Lazzeri, hanno assistito alla presentazione del libro “La verità negata. Chi ha ucciso Angelo Vassallo, il sindaco pescatore”, scritto da Dario Vassallo, ospite d’onore di questa giornata.

Era l’alba di una mattina di primavera di tanti anni prima, forse vent’anni fa. Stavamo con il nostro gozzo a salpare i palamiti, Angelo tirava gli ami e io ero ai remi. Ci trovavamo vicino alla costa, tra Acciaroli e Pioppi, era ancora buio, cominciava ad albeggiare. Angelo tirava e ogni quattro, cinque ami aveva abboccato un sarago, poi un’occhiata, un sarago ancora. Pesca fortunata, pesca ricca. Angelo era felice, io e lui su una piccola barca ignari del futuro… Era felice, eravamo felici. … Pensavo all’Eneide di Virgilio, a Eurialo e Niso, i due giovani guerrieri troiani, profughi, che vennero uccisi dai Volsci. Virgilio racconta della loro amicizia forte come l’amore e la definisce fraterna. Anche io ero innamorato di mio fratello, un amore dato e ricevuto, non solo quando era in vita, ma soprattutto dopo la sua morte. Amore fraterno, sangue del mio sangue. In quel momento mai e poi mai avrei potuto immaginare che sarei diventato anche io profugo in un mondo a me apparentemente conosciuto e sempre alla ricerca della verità. Sarebbe stato più facile per me morire insieme a lui, come Eurialo e Niso, e non rimanere a combattere” (La verità negata, pp. 214-216)

Un filo sottile ma robusto unisce Ladispoli con il comune di Pollica, nel Cilento, di cui Angelo Vassallo è stato sindaco. Anche Ladispoli è una città di mare e campani erano i primi pescatori che la abitarono, quando era solo un piccolo borgo di casupole. Da alcuni anni questo legame si è rinsaldato grazie al comune sentire dei volontari della Marcia degli alberi e di Dario Vassallo, il fratello di Angelo. Quella di Angelo Vassallo è una storia italiana di ordinaria ingiustizia, ma anche di straordinaria capacità di resilienza, di coraggio e di amore che merita di essere conosciuta. Da quel 5 settembre 2010, giorno in cui è stata strappata la vita ad Angelo Vassallo in un agguato ordito da menti criminali, anche la vita di Dario Vassallo e dei suoi famigliari è cambiata per sempre. Dario non solo ha scritto il libro “Il sindaco pescatore”, da cui sono stati tratti uno spettacolo teatrale e una fiction televisiva che hanno toccato al cuore tutta l’Italia, ma tramite la Fondazione Angelo Vassallo ha percorso in lungo e in largo la nostra penisola, raccontando la vicenda umana e politica del fratello, generando ovunque una “grande onda” di commozione. A distanza di dieci anni da quel 5 settembre è stato dato alle stampe il nuovo libro “La verità negata”, con cui Dario Vassallo continua il suo faticoso percorso di ricerca della verità, di ricomposizione dei tasselli di un mosaico intricato, esponendosi in prima persona, non stancandosi mai di raccontare che un altro modo di fare politica è possibile, che si può essere virtuosi, coraggiosi, umani, come era Angelo.

Oggi 21 novembre, nella giornata della festa degli alberi, Dario Vassallo è venuto a Ladispoli, nel giardino intitolato ad Angelo, dove cresce anche una quercia a lui dedicata, per parlare della sua ricerca della verità, un percorso da cui non si torna indietro e che non è più un percorso in solitaria, perché sono in tanti, da tutta Italia, a chiedere giustizia, è la grande onda spesso evocata. Ad aprire l’evento sono state le parole di benvenuto di Marina Cozzi (Comitato Rifiuti Zero Ladispoli), che ha ricordato l’amicizia con Dario e l’esempio virtuoso di Acciaroli e Pollica, quindi i saluti di Francesca Lazzeri che ha ringraziato l’ospite illustre e auspicato una sua nuova visita a Ladispoli in tempi migliori. Al Presidio di Libera Ladispoli–Cerveteri, nelle persone del referente Armando Profumi e delle allieve della scuola di teatro, il compito di porgere le domande e leggere alcuni brani del libro.

Nel libro Dario Vassallo scrive: “Vincere non è certo cambiare il paese, non tocca a noi farlo, ma con la nostra azione siamo riusciti ad arrivare alla coscienza di milioni di italiani e, attraverso questa grande onda di legalità, arriveremo a chi ha ucciso Angelo. Vinceremo.

Grazie Dario!