I VITALIZI DELLA CASTA E LA PROPAGANDA INGANNEVOLE

Continua la propaganda ingannevole di chi vuol fare credere di essere contro i vitalizi della  casta. Purtroppo è una grande balla raccontare che il M5S abbia “tagliato” i vitalizi.  Non è vero!  In verità  il M5S ha soltanto il merito di aver promosso insiemi ad altri una “delibera” con la quale  nel 2018 si stabiliva di “ricalcolare” i vitalizi di alcuni parlamentari, con effetto retroattivo dal 2012, tenendo conto dei contributi effettivamente versati.

Oggi fanno credere di averli aboliti e che la casta vorrebbe ripristinarli.

È falso.

In buona sostanza, la delibera  afferma che, ai fini della “misura” , il calcolo dell’importo del vitalizio deve  effettuarsi  con il criterio  “contributivo”  così come è oggi previsto per la pensione di noi POVERI CRISTI  di lavoratori dipendenti e autonomi e non con il previgente metodo “retributivo”.

Null’altro è cambiato per la “casta del parlamento” che ai fini della maturazione del  “DIRITTO ” al  vitalizio è sufficiente ancora soltanto una legislatura (5 anni di contribuzione) per fare scattare il diritto a 60 anni.
Anzi, per essere ancor più precisi, dal  2007  il periodo minimo per fare scattare loro il diritto  è di 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. Mica come NOI POVERI CRISTI che dobbiamo “contribuire” con almeno 42 ANNI di contributi LAVORATIVI fino a circa 67 ANNI di ETÀ.

Una vera cuccagna per i parlamentari che nessuno racconta.

Quindi scendiamo in piazza contro chi non accetta il calcolo contributivo?  E quando invece contro chi oggi ci chiede di scendere in piazza ma gode del diritto di maturare il vitalizio con 4 anni 6 mesi e 1 giorno?

Per favore basta balle e menzogne.

Nick Meo