“I Contadini”: sabato mattina l’inaugurazione della statua

Sabato, 5.9.20 alle ore 11.30, nei “Giardini N. Fedeli”, vicino alla piazza centrale  e tra Via Odescalchi e Via Ancona a Ladispoli, la seconda scultura realizzata dall’Associazione “Nuova Luce”, diretta da Giulio Foglia, sarà consegnata al Comune di Ladispoli; alla cerimonia parteciperà il Sindaco Alessandro Grando e i membri della sua amministrazione. Il progetto “Ladispoli Città dell’Arte – Museo a Cielo Aperto” nasce per cambiare il volto della città, per valorizzare la tradizione locale esaltando la storia e la cultura del territorio, per consolidare il processo d’identificazioni dei cittadini con la loro città. Ladispoli, che è giovanissima, esplosa con il boom edilizio degli anni ’60, e gli scempi architettonici/urbanistici si riconoscono subito, con una struttura demografica composta inizialmente da immigranti di tutte le regioni italiane; questa capacità di accoglienza è testimoniata dal fatto che oggi ospita residenti di 54 nazioni, persone proveniente da ogni continente! Questa multietnicità e multiculturalità sarà onorata grazie alla realizzazione del “Parco delle Nazioni” sempre parte del progetto “Città dell’Arte”.

A Ladispoli si fondono tante culture, tante tradizioni e storie infinite di persone provenienti da tutte le parti del mondo. Esse negli anni hanno dato la dimostrazione della capacità di convivenza pacifica, perché quando il rispetto e la tolleranza guidano la convivenza la gente è disposta a conoscere la diversità. Creare una cultura di convivenza civile significa costruire una coscienza collettiva capace di essere ai passi con i tempi moderni, pur rispecchiando quelle tradizioni e valori che caratterizzano le diverse etnie: “Uniti nella diversità” per Ladispoli non è uno slogan, ma una realtà concreta.

Ottenere un nuovo modello di Vita basato sul concetto della Bellezza e del senso estetico dell’Esistenza favorisce ancora di più la convivenza civile e l’amore per la propria città.

Molti sono i concetti da esprimere attraverso il progetto “Ladispoli Città dell’Arte”; anche il tributo a Madre Terra è importante quando si vuole costruire una visione olistica della vita e in questo caso specifico passa tramite l’omaggio agli agricoltori che trasformano i prodotti della natura in alimenti per la popolazione, una sinergia che da sempre dimostra l’unità di cui nemmeno l’uomo moderno potrà mai sottrarsi. Una consapevolezza basata sul pieno rispetto dei “ruoli naturali – interdipendenza simbiotica” aiuta a vivere in armonia non solo con l’ambiente, ma anche con tutti i fenomeni complessi di una società in continua trasformazione che come orientamento deve avere la ricerca dell’Armonia che si basa sul riconoscimento delle proprie origini, della storia e della capacità di progredire verso nuovi orizzonti.

La scultura “I Contadini”, donata alla Città di Ladispoli dall’Associazione Culturale “Nuova Luce” e realizzata da Napoleon Romualdo Alberto (di origine dell’Equador, già autore della prima scultura “I Pescatori”), è la dimostrazione vivente della valorizzazione dei cittadini stranieri. La nuova opera, rende onore ai primi abitanti di Ladispoli che insieme ai pescatori costituivano il nucleo abitativo di Palo Laziale, meglio il borgo adiacente al Castello Odescalchi.

L’opera “I Contadini” rappresenta, anche il lavoro, l’amore per la terra e il valori delle persone.

Il progetto: “Ladispoli Città dell’Arte – Museo a Cielo Aperto” vuole incrementare quel interesse per i vari luoghi urbani, esaltare le caratteristiche naturalistiche, sociali e culturali, creare quel senso d’appartenenza e quella identità positiva che lega il cittadino e i turisti alla Città di Ladispoli.

Tutto è stato possibile grazie alla sensibilità del Sindaco Alessandro Grando, dell’Assessore alla Cultura Marco Milani e di tutta la Giunta, che sono amministratori aperti al progresso ed alle innovazioni socio – culturale – economica, con l’intento di avviare un’evoluzione positiva e pacifica utilizzando il linguaggio dell’Arte.

Vi aspettiamo numerosi alla cerimonia di consegna che segna un’altra pietra miliare nella storia di Ladispoli.

Raffaele Cavaliere