Finalmente riparte la “Città dell’Arte”

Dopo la “pausa degli arresti domiciliari” imposti per una presunta epidemia, il progetto “Ladispoli Città dell’Arte – Museo a Cielo aperto” riprende con la scultura “I Contadini”, che sarà realizzata dall’Associazione Culturale “Nuova Luce”,  in collaborazione con l’Amministrazione del Sindaco Grando e in particolare con l’aiuto dell’Assessore alla Cultura dr Marco Milani. Si coglie l’occasione per ringraziare il vivaio “Tre Pini” per la collaborazione efficiente e tempestiva, già dimostrata nella prima fase anche in questa seconda fase, posizionando il tronco in verticale.

Entro tre mesi i giardini centrali “N. Fedeli” si arricchiranno di un opera d’arte scolpita da Napoleon Alberto Romualdo, già creatore della precedente opera “I Pescatori”. Il ritorno alla normalità non poteva iniziare meglio, certamente tantissimi cittadini seguiranno, giorno dopo giorno, il divenire di un altro “pezzo di storia attuale” di Ladispoli, così come era successo precedentemente. Tantissime persone si fermavano ad ammirare lo sculture mentre lavorava il tronco, altri chiedevano informazioni e altri ancora avevano un appuntamento fisso quotidiano per vedere il progredire della creature. L’arte per un bel periodo è stato momento di confronto, di dialogo e d’incontro. I cittadini si sono affezionati allo scultore e hanno apprezzato il tentativo di abbellire la città dando una seconda vita ad alberi morti.

La scultura, oltre a rappresentare una parte della società originale di Ladispoli, gli agricoltori; per la verità, il settore agricolo è ancora una importante fonte occupazionale e di reddito. La statua rappresenterà anche la capacità di valorizzare le tradizioni e riconoscere il loro posto nel mondo moderno. La Sagra del Carciofo è certamente la manifestazione turistica/commerciale più importante di Ladispoli e la nuova scultura onorerà’ questi lavoratori instancabili che anche durante la “pseudo quarantena” hanno garantito la sopravvivenza a tutti producendo beni di prima necessità.

Con l’arte e con il suo linguaggio simbolico tutti comprenderanno il messaggio che l’Amministrazione di Alessandro Grando vuole dare, avere rispetto per il passato, riconoscere le proprie origini e creare una cultura basata sul dialogo universale. Le due sculture lignee “i pescatori” e “i contadini” intendono dare questo messaggio: l’Italia è una Repubblica basata sul lavoro (art.1 Costituzione) e noi siamo fieri delle ns origini basate sulla cultura del lavoro che ora, a Ladispoli, è stata onorata con due opere d’arte straordinarie.

Il programma della “Città dell’Arte” (Delibera di Giunta, nr. 91 del 30.4.2019, basata sul progetto dello scrivente Consigliere Comunale e Delegato alla Scuola Arte e Mestieri) intenzionalmente è partito con due sculture che mettessero in evidenzia le origini di Ladispoli: fatta di pescatori provenienti da Pozzuoli e dai contadini che da sempre hanno popolato il territorio. Il Principe Ladislao Odescalchi fondo Ladispoli, per liberarsi dai pescatori insediati nel “Borgo di Palo” vicino al Castello di Palo Laziale, trasferendoli tra i due fossi.

In altre occasioni sarà raccontata, tramite il linguaggio artistico, la storia di Ladispoli e per tanto vi sorprenderemo con le varie iniziative che sapranno dare voce alla storia di questa giovane città.

Raffaele Cavaliere