Cerveteri: Palude di Torre Flavia, riserva con riserva

Qualche giorno fa l’assessora alla Cultura Federica Battafarano ha inaugurato i pannelli informativi posti l’ingresso della Palude di Torre Flavia, lato Campo di Mare, con l’obiettivo – come affermato proprio dall’assessora – di valorizzare sempre di più l’oasi protetta e rilanciare tutta la frazione etrusca, ricordando anche come proprio poche settimane fa è stata inaugurata la prima spiaggia ecologica, proprio a Torre Flavia, “un punto di eccellenza che vogliamo continuare a valorizzare”. Bene, anzi benissimo quando un’amministrazione ha a cuore l’ambiente, soprattutto se di un’area protetta, anche se un paio di cose cozzano un po’ con quanto affermato dall’amministrazione stessa.

Proprio all’ingresso da Campo di Mare della Palude di Torre Flavia, dove fino ad un anno fa ancora c’era un embrione di duna che, se tutelato a dovere, poteva estendersi, che è stato sacrificato per il concerto di Jovanotti, oggi si può notare un bel tappeto di materiali inerti costituito da rifiuti provenienti da attività di costruzioni e demolizioni edili (residui di cemento, mattoni, mattonelle di ceramica) tra l’altro neanche trattati, cosa che sembra poco eco-compatibile con la palude.

Oltre a questo c’è l’area di sosta dei camper sorta senza autorizzazioni nel terreno privato tra viale Adriatico ed il lungomare dei navigatori etruschi, che rischia di diventare una vera e propria bomba ecologica. Il sabato e la domenica si possono contare almeno un centinaio di camper, alcuni restano addirittura intere settimane quando il massimo consentito dal regolamento regionale è di 72 ore consecutive. In quest’area oltre a mancare i servizi igienici minimi, mancano punti di raccolta dei rifiuti con appositi contenitori idonei ai fini della raccolta differenziata dei rifiuti, manca un impianto di raccolta delle acque nere, collegato alla rete fognaria comunale, rimane un mistero come non venga sgomberato, quando strutture private sono state chiuse per molto meno.

Speriamo che al più presto queste situazioni vengano sanate proprio per valorizzare un sito di importanza nazionale dove ancora (nel rispetto della flora e della fauna) si possono ammirare molte specie che rischiano l’estinzione.