Cavaliere: “Ecco il mio intervento integrale in Consiglio Comunale, con il quale ho chiesto numi sui titoli del consigliere Trani”

Buonasera Presidente, buonasera Sindaco, buonasera Dott.ssa Calandra, saluto tutti i colleghi consiglieri, una parte della giunta ed anche i tecnici presenti in aula. Io ho una comunicazione ben più importante da fare perché credo sia arrivato il momento di ripristinare l’ordine e, di conseguenza, fare chiarezza. La mia domanda è specifica e rivolta sia al Sindaco che al nostro Segretario comunale. Sul curriculum vitae di Trani Eugenio, consigliere comunale, depositato in comune, e si può tranquillamente andare sulla pagina del Comune di Ladispoli, perciò è un documento pubblico, nella parte dedicata agli studi risulta Istituto Tecnico Commerciale Di Vittorio di Ladispoli. Come ben tutti sanno, quando uno specifica il titolo di studio, aggiunge sempre dove lo ha fatto, il nome della scuola c’è ed anche il luogo. Essendo residente a Ladispoli, si da per scontato che si parli di Ladispoli, Provincia di Roma, Italia. Poi ci sono i titoli conseguiti; Laurea breve con indirizzo fiscale-tributario, a pagina 1. A pagina 2 invece troviamo corsi universitari. In data 26.06.2017 ha conseguito la laurea triennale in economia con indirizzo fiscale-tributario presso il politecnico di studi aziendali. Non è specificata la città e nemmeno la nazione. Per quanto ho potuto appurare, andando nello studio del ragioniere Eugenio Trani, questo istituto politecnico è, era, a Lucano in Svizzera. Il ragioniere Eugenio Trani firma gli esposti con “dottore”. Il titolo svizzero non è un titolo riconosciuto in Italia, perciò lui non può utilizzare il titolo di dottore. Io credo che questa situazione deve essere approfondita, perché un consigliere comunale in un esposto contro di me, a dimostrazione che in Italia il pensiero unico permette anche di fare gli esposti per uccidere il pluralismo e la democrazia, si qualifica come consigliere comunale scrivendo “dottor Eugenio Trani”. Io desidero avere una risposta; mi dispiace che il collega Trani non sia presente questa sera, avrei preferito farli una domanda direttamente ed avere una risposta da lui. Siccome questa è una questione estremamente delicata la trasparenza è importantissima. Nessuno in Italia può utilizzare il titolo di dottore se non si è laureato in Italia, od ha ottenuto il riconoscimento del Miur o l’equipollenza da parte del Ministero degli Esteri che rimanda poi al Ministero della Pubblica Istruzione, di solito si fanno esami integrativi. Io vorrei sapere se ho a che fare con il ragioniere Eugenio Trani o se il motivo per cui lui ha omesso a pagina 2, quando ha scritto politecnico di studi aziendali, ha volutamente omesso la città e la nazione. A pagina 1 ha specificato Istituto Tecnico Commerciale Di Vittorio in Ladispoli. Allora, questa omissione è strumentale? Io vorrei avere chiarezza e invito la nostra Segretaria, che ha anche la responsabilità per quanto riguarda la trasparenza, di indagare a fondo e, qualora il ragioniere Trani in qualche modo non potesse dimostrare di essersi laureato in Italia o che abbia ricevuto l’equipollenza o l’equivalenza del titolo estero. Io credo che non possiamo tollerare che in comune ci siano personaggi che facciano esposti al Prefetto qualificandosi come consiglieri comunali, perciò ufficiali di Stato, che usurpano un titolo. Io vorrei chiarezza in questo. Per quanto riguarda le osservazioni della collega, posso solo dire che ho già risposto per mezzo stampa, sono andato anche in televisione, il video è girato tranquillamente per i social. Ribadisco che sono felicissimo di rappresentare il pluralismo; sono felicissimo di essere un testimone delle democrazia. Sono felicissimo di essere un uomo che, attraverso i propri pensieri e le proprie azioni dimostra che è esiste ancora la possibilità di esprimersi liberamente in Italia. Quando saremo in dittatura probabilmente qualcuno potrà usare la censura e impedire che ci siano pensieri liberi. Per il momento il pensiero unico che viene praticato dalla sinistra, ancora non ha vigore di legge. Quando ci sarà il Ministero della verità allora, probabilmente, avremo realizzato quella società che la sinistra sogna e lo vediamo anche nei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che sono atti amministrativi e violano la Costituzione qual è la deriva dell’Italia. Grazie.