Allontanarsi per crescere: Intercultura presenta all’ alberghiero di ladispoli l’attività di formazione all’estero

Si è svolto giovedì 18 ottobre 2018, nell’Aula Magna dell’Alberghiero di Ladispoli, l’incontro di presentazione dell’Associazione no profit “Intercultura Onlus” aperto a tutte le Classi Terze dell’Istituto e dedicato al tema della mobilità studentesca e dell’interculturalità nella scuola. A spiegare la storia, le attività e iniziative della Fondazione sono state Micaela Gadler, Presidente del Centro Locale ‘Intercultura’ di Civitavecchia, e due studentesse di diversi Istituti Superiori del territorio che hanno frequentato un intero anno di studio all’estero, grazie ai programmi di formazione di ‘Intercultura’. Promotrici dell’iniziativa organizzata all’Alberghiero le docenti della Commissione Eventi Karin Bedini e Carmela Panzella. Relatrice d’eccezione Sara Raggio, l’allieva della Classe Quinta (Indirizzo Pasticceria) dell’Istituto Professionale Alberghiero di Ladispoli, appena tornata dalla città di Kazan, capitale del Tatarstan, nella Federazione Russa, dove ha frequentato il Quarto Anno della locale Scuola Superiore, approfondendo lo studio della Lingua Inglese e di altre discipline.

“Si tratta di un’iniziativa di estremo rilievo, – hanno commentato le docenti Karin Bedini e Carmela Panzella – che consente agli studenti partecipanti di ampliare i loro orizzonti e di potenziare le proprie competenze linguistiche, venendo a contatto diretto con altre culture, nella prospettiva di quell’ ‘educazione alla mondialità’ che l’Associazione Intercultura ha adottato da decenni”.

“Il nostro primo obiettivo è la crescita: – ha esordito Micaela Gadler – allontanarsi da casa significa crescere, imparare a conoscere i propri limiti, ma anche le proprie potenzialità. Personaggi illustri hanno frequentato i corsi di Intercultura: gli astronauti Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, ma anche Marco Balich, Luca Barilla, Maria Concetta Mattei. Tutti hanno commentato la loro esperienza nello stesso modo, sottolineando cioè che i loro orizzonti culturali si sono ampliati in modi che non avrebbero mai potuto immaginare”.

La studentessa Sara Raggio ha raccontato la sua esperienza formativa agli allievi presenti all’incontro, descrivendo le caratteristiche e l’organizzazione della Scuola Superiore frequentata a Kazan, città situata sulla costa occidentale del fiume Volga, a circa 820 chilometri da Mosca. “E’ stata un’esperienza importantissima per me, perché mi ha consentito di conoscere altre culture, non solo quella locale, ma anche tutte quelle degli allievi provenienti da vari Paesi del mondo. Il 25 dicembre sono andata a scuola, perché a Kazan quello che per noi è il giorno di Natale non è festa. Già prima che io partissi, la mia famiglia aveva ospitato a casa uno studente canadese, un cinese e successivamente un argentino. In Russia ho avuto la possibilità di frequentare e conoscere un sistema scolastico diverso. La campanella suona ugualmente alle 8 del mattino, ma i metodi sono differenti”. “Io ho trascorso 11 mesi in Costa Rica. – ha aggiunto Giada Caoletti, studentessa del Liceo Scientifico e Linguistico di Civitavecchia – E’ un’esperienza che vi cambierà la vita e vi trasformerà profondamente. Le piccole difficoltà che ho incontrato mi hanno permesso di crescere. C’è poi la possibilità di rivolgersi sempre ad un tutor di Intercultura che interviene immediatamente per risolvere ogni tipo di problema. Al ritorno da questa esperienza sarete in grado di affrontare la vita, e non solo quella scolastica, con maggiore leggerezza ma soprattutto con maggiore consapevolezza”.

 

Migliaia di volontari al lavoro nel settore scolastico ed educativo per sensibilizzare i giovani alla dimensione internazionale dell’apprendimento. E’ la missione di Intercultura, la Onlus che lavora da decenni, inviando all’estero oltre 2200 studenti italiani delle Scuole Secondarie, ogni anno, e accogliendo nel nostro Paese allievi di ogni nazionalità. Seminari, conferenze, convegni, corsi di aggiornamento e di formazione: le attività sono molteplici ed articolate. L’obiettivo è chiaro: favorire in ogni modo l’incontro e il dialogo tra individui appartenenti a tradizioni culturali diverse, facilitare la conoscenza e quindi la comprensione reciproca e la collaborazione. Nel 2015 Intercultura ha festeggiato i 60 anni di attività in Italia. “Per un giovane è un’esperienza unica – spiegano i suoi dirigenti – che mette alla prova le risorse cognitive, affettive e relazionali, che ri-configura valori, identità, comportamenti e apprendimenti. Imparare a leggere e ad utilizzare altri codici, saper riconoscere regole e principi diversi, orientarsi fuori dal proprio ambiente umano e sociale utilizzando “le mappe” di una cultura altra – proseguono – non è affatto semplice, esige un impegno che va molto oltre quello richiesto dalla frequenza di un anno di studio normale: al centro di un’esperienza di questo tipo c’è lo sviluppo di competenze interculturali, ma occorre mettere in evidenza che sono in gioco anche altri apprendimenti: tutti quelli richiesti dall’ ‘Europa della conoscenza’”. Le scuole che aderiscono al Progetto educativo di Intercultura sono oltre 900 ogni anno. Il motivo è semplice e risiede nel valore aggiunto di una formazione “globale”, in grado di confrontarsi con l’esterno e di misurarsi con approcci didattici ed educativi diversi.

La storia di Intercultura è interessante e singolare. Forse nessuno, alle origini di questa avventura, ne avrebbe immaginato gli sviluppi. Il contesto è quello della Prima Guerra Mondiale. Correva l’anno 1914, quando un gruppo di giovani intellettuali americani a Parigi decise di organizzare una rete di ambulanze a supporto dell’Ospedale di Neully. Da qui nascerà il primo nucleo dell’A.F.S. (American Field Service). Dall’assistenza sanitaria, si passò all’attività culturale ed educativa. Nel 1919, in un Bollettino di A.F.S. si scriveva: “Per quattro anni abbiamo cercato di far capire l’America ai Francesi e la Francia agli Americani: questo sforzo non deve finire con la guerra; non dobbiamo diventare un club di reduci: ci è stato suggerito di creare delle borse di studio per Francesi in America e per Americani in Francia”.

Era cominciato il percorso di AFS come Associazione per lo scambio interculturale.

Nel 1946 l’attività si sviluppò su scala mondiale e venne allargata agli studenti più giovani, scegliendo come fascia di età preferenziale quella degli allievi delle Scuole Medie Superiori.

Nel 1955 nacque ‘AFS Associazione Italiana’, nota oggi come Intercultura, con i primi comitati locali a Roma, Milano, Torino, Firenze e Trieste. Da allora in poi, la crescita è stata continua ed ininterrotta, fino ad arrivare ai 157 Centri Locali e ai circa 4500 volontari di oggi: un vero e proprio “esercito di pace”, come amano definirsi, al servizio di tutti coloro che sono interessati all’apprendimento interculturale.

Intercultura è un Ente di Formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione ed assicura quindi la validità dei titoli di studio, anche per quanto riguarda la certificazione dell’Alternanza Scuola-Lavoro. L’Associazione consente, inoltre, di accedere a borse di studio. “Nello scorso anno – ha ricordato Micaela Gadler – sono partiti 2225 studenti, il 76,4% dei quali beneficiando di una borsa di studio”.

 

Lunedì 22 ottobre, a partire dalle ore 15, presso il Liceo Scientifico e Linguistico “G. Galilei” di Civitavecchia si svolgerà un incontro di presentazione delle attività di Intercultura, aperto a tutte le famiglie.

 

Per ulteriori informazioni: www.intercultura.it