All’Alberghiero concluso il corso per sommelier di primo livello con Catia Minghi

Si parte dalla storia del vino e dalle origini della cultura enologica, si passa ai diversi sistemi di viticoltura, alla descrizione dei principali vitigni autoctoni e internazionali, si giunge a descrivere nel dettaglio le funzioni, i compiti e le pratiche di servizio del sommelier. Senza dimenticare la spiegazione del ciclo biologico della vite, le diverse tecniche di vinificazione, l’imbottigliamento, la fisiologia dell’olfatto e del gusto e le tecniche della degustazione. Ma si parla anche di birra e di uso dell’alcol, soprattutto per quanto riguarda i suoi effetti sulla guida. E, dopo una dettagliata panoramica sull’enografia nazionale ed europea, la visita guidata in vigna e in cantina. E’ il corso che si è appena concluso all’Istituto Alberghiero di Ladispoli e che ha visto come docente e coordinatrice la Sommelier A.S.P.I. Catia Minghi, consulente dell’Associazione culturale ‘Momenti Divini’.

Oltre Catia Minghi, gli altri docenti del corso sono stati Roberto Muzi, Docente, degustatore e consulente, Maurizio Mazzocchi, enologo, produttore e responsabile Vason enologica per Sudafrica, Asia, Malta, Grecia, Australia e Nuova Zelanda, Alessandro Leoni, produttore, enologo e agronomo, Fabio Turchetti, giornalista enogastronomico e Pietro Zaccagnino, medico ASL RM/F.

La visita che ha concluso il corso si è svolta alla Cantina Valle del Canneto a Borgo San Martino: un’azienda situata fra il litorale e il Lago di Bracciano, nelle campagne del Comune di Cerveteri. Gli studenti del corso hanno potuto visitare i vigneti, che si estendono lungo una superficie di circa 7 ettari. La filosofia della Cantina si basa – è stato spiegato – sulla capacità di coniugare tradizione e innovazione. “La lavorazione delle nostre uve – si legge nel sito (www.cantinavalledelcanneto.it) – è realizzata con botti e macchinari esclusivamente in acciaio, ad eccezione dei vini più corposi il cui processo di invecchiamento viene affidato alle barrique poste all’interno della nostra prestigiosa barriccaia”. “Tra i nostri migliori vitigni abbiamo per i bianchi: Malvasia del Lazio puntinata, Vermentino e Trebbiano; per i rossi : Merlot, Sangiovese, Montepulciano e Syrah”.

“Si tratta di un comparto che vale 14 miliardi di Euro e impiega 1,2 milioni di addetti, con un aumento del 50% negli ultimi dieci anni. – hanno affermato Donatella Di Matteo e Bruno Mazzeo, Docenti di Sala dell’Alberghiero di Ladispoli che hanno organizzato il corso insieme a Renato D’Aloia, Docente di Ricevimento e Accoglienza Turistica dello stesso Istituto – Un settore in controtendenza, che non conosce flessioni e continua a registrare segni positivi di crescita. La vitivinicoltura rappresenta un patrimonio fondamentale per il nostro Paese. L’Istituto Alberghiero di Ladispoli è da sempre impegnato nel potenziamento dell’offerta formativa, attraverso la collaborazione di esperti del settore che sanno trasmettere e portare in aula la propria esperienza e la propria passione. Ringraziamo dunque Catia Minghi per la sua docenza e tutti coloro che sono intervenuti come relatori, arricchendo in modo straordinario la formazione professionale e culturale dei nostri studenti”.