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Il progetto Erasmus+, “Jij en Europa, Europa en Jij”, porta 17 alunni della “Melone” a vivere uno scambio culturale con la scuola olandese “Roelof van Echten” di Hoogeveen

Il progetto Erasmus+ mi ha cambiato in meglio, mi ha fatto crescere e maturare, mi ha fatto capire quanto sia importante godersi ogni singolo momento. Questa settimana ho staccato la spina dalla solita routine e ho passato la settimana più bella e divertente della mia vita. Inoltre non mi sarei mai aspettata che avrei legato così tanto con delle persone che conoscevo da pochissimo tempo. Ora il gruppo dell’Erasmus, è più importante di molte altre persone che conosco da una vita. I ragazzi olandesi sono fantastici, sorridenti, divertenti, dolci e simpatici, con loro mi sono trovata benissimo: era come se parlassimo nella nostra lingua madre, mentre invece parlavamo in inglese! Salutarli per l’ultima volta mi ha spezzato il cuore e ancora tutt’ora sento un vuoto dentro di me. (Alessia d’Emilio)

Per me partecipare a quest’esperienza è stato un privilegio e ne sono veramente grata, mi ha fatto crescere sotto moltissimi punti di vista, mi ha fatto stringere nuove amicizie che sono disposta a tenere strette fino alla morte. Se tornassi indietro non cambierei niente: un’esperienza che consiglierei a tutti perché ti tocca dentro, perciò impossibile da dimenticare. (Leila Agouram)

Quest’esperienza mi ha cambiato molto, mi ha fatto maturare, e crescere, perché mi sono assunto molte responsabilità! Non chiedendo niente alla mia famiglia, sono riuscito a superare i miei limiti, sono riuscito a farmi molte amicizie e grazie a ciò ho trovato amici con cui ho legato molto, spero che il nostro legame fraterno non si spezzerà mai. (Edoardo Emili)

Questa esperienza mi ha insegnato molto e non solo a livello didattico. Mi ha aiutato a crescere e a maturare, a convivere con persone diverse da me, per nazionalità , usi e abitudini. Sicuramente il nostro punto di forza è stato fin da subito l’unione fra di noi, che non si limitava ai due gruppi distinti italiani/olandesi ma a tutto l’insieme senza distinzioni di nazionalità. In questo ci ha aiutato la musica e la lingua inglese, gli elementi che ci accumunavano e che ci hanno aiutato ad interagire; mai un viaggio senza musica e risate. Punti di debolezza pochi, forse le piccole incomprensioni, che hanno fatto mettere il broncio a qualcuno e rattristare qualcun altro. Ma si è sempre risolto tutto, anche grazie all’aiuto degli altri ragazzi e dei professori. È un esperienza che rifarei altre mille volte, probabilmente anche con uno spirito migliore, perché sono cambiata molto grazie a questo progetto ed ho imparato tanto. Sicuramente consiglierei a tutti di provarla almeno una volta nella vita. (Chiara Casiccio)

La settimana è passata molto velocemente e abbiamo fatto molte attività. Fin dall’inizio, girando per il “Van Echten College”, ci siamo accorti della differenza rispetto alla nostra scuola: era più grande, più attrezzata, ogni classe aveva una tv propria e ogni alunno un proprio computer che gli era stato dato dalla scuola! (Alessandro Cozma)

In Olanda mi sono divertito molto e non pensavo di legare cosi tanto in due settimane con i gemellati olandesi. Il momento più bello? Quando i professori si sono ribaltati e quando abbiamo costruito delle zattere con cui abbiamo gareggiato. Mi manca ogni cosa che ho fatto in quei giorni. (Riccardo Magnagnini)

In Olanda mi sono divertita molto e ho legato con tutti, è stata un’esperienza stupenda e ora mi sento abbastanza persa senza gli amici olandesi. Quanti bei momenti! Quando i professori si sono ribaltati con la canoa oppure quando abbiamo creato delle zattere e alla fine ci siamo fatti tutti il bagno dentro al fiume! Che ridere e che caos che abbiamo fatto! Di questa esperienza ho ricordi bellissimi e mi mancano tutti. Ho gli olandesi nel cuore (Virginia Navarra)

Purtroppo anche la settimana in Olanda, come quella in Italia è volata, ma sicuramente ci ha lasciato tanti bei ricordi e profonde emozioni. Per questo vogliamo dire grazie ai nostri amici olandesi per averci fatto ridere, per aver passato insieme momenti tristi, ma anche felici, ma soprattutto per la famiglia che abbiamo creato. Ci hanno insegnato che i veri amici non sono quelli che conosci da più tempo, ma quelli che ci saranno sempre per te e che rimarranno nel tuo cuore. Grazie a loro abbiamo capito il vero valore dell’amicizia, quanto questo sia importante e che una vera amicizia va oltre tutte le distanze o le differenze. Tante emozioni e un’esperienza che non scorderemo mai per il resto della nostra vita. (Rebecca Benfatti)

Quest’esperienza mi ha fatto maturare molto, essere all’estero senza i tuoi genitori è un’esperienza che ti forma e ti rafforza, inoltre sono cresciuto anche culturalmente e ho potenziato la mia conoscenza della lingua inglese! Ho conosciuto usi e costumi di questo paese, e devo dire che mi è piaciuto molto! Mi mancherà quest’esperienza, soprattutto il gruppo che si è formato, siamo tutti come fratelli. (Emanuele Craciun)

Abbiamo vissuto delle bellissime esperienze insieme, sia divertenti che più impegnative: siamo stati all’aria aperta, abbiamo remato, nuotato, visto i professori che stavano per affogare … Ma la cosa più bella, quella che non potrò mai dimenticare, è il rapporto che si è creato con il gruppo. Fino a poco tempo fa non avrei immaginato che qualcuno potesse piangere perché non avrebbe più rivisto persone che non sono nemmeno della propria famiglia, che non parlano nemmeno la tua lingua. Probabilmente ad unirci così tanto è stato il fatto che abbiamo vissuto tutto sempre tutti insieme. Non c’è stato momento in cui abbiamo avuto emozioni diverse, quasi come se il gruppo fosse diventato una cosa sola. E credo che proprio questo sia lo scopo di un gemellaggio. (Francesco Di Bartolomeo)

…e all’aeroporto di Shiphol ci siamo dovuti dire addio veramente! Non è stato facile, soprattutto perché tra i ragazzi olandesi e italiani si era creato un bel gruppo. Adesso mi sento di ringraziare tutti i ragazzi, i professori e la scuola, senza i quali non avrei potuto vivere un’esperienza così bella, che mi ha dato modo di crescere e di maturare, soprattutto stando lontano da casa e di stringere nuove amicizie. È stata un’esperienza fantastica, che mi ha anche dato modo di fare pratica con il mio inglese e che quindi consiglierei a tutti. Credo che sarà una pagina della mia vita che non dimenticherò mai e che mi ha cambiato in modo positivo. (Martina Perrelli)

Questa è stata una delle esperienze più belle della mia vita, con alti e bassi, ma è proprio questo che l’ha resa indimenticabile. Sono felice di aver legato con tutto il gruppo; mi mancheranno tutti e li terrò sempre nel mio cuore. Grazie a quest’esperienza ho conosciuto i lati di alcune persone che non avrei mai pensato che avessero. Ho iniziato a conoscere il vero significato della parola “amicizia”, perché ho capito che quando ne hai bisogno, un amico vero c’è sempre. E soprattutto ho capito che non importa la distanza o da quanto tempo conosci una persona, comunque sia potrà renderti felice.” (Federica Torraca)

Per me questo è stato uno dei periodi più belli della mia vita, un periodo che non realizzi subito che possa essere vero… Quando ti rendi conto che non sei nella tua città, nella tua casa, non dormi nel tuo letto, che le persone accanto a te non parlano la tua lingua, quando ti sei abituato e inizi a trovarti pienamente a tuo agio, è ormai troppo tardi perché già devi ripartire … Io sono stata molto fortunata perché sono capitata in una famiglia fantastica, con persone aperte e disponibili. Insieme ai miei compagni abbiamo passato momenti felici e in alcuni frangenti tristi, ma comunque sempre insieme. Non dimenticherò mai quest’esperienza e auguro che tutti i ragazzi della mia età possano partecipare a un progetto simile. (Francesca Olivieri)

L’Erasmus+ è una bellissima esperienza sotto tanti punti di vista: mi ha fatto crescere come persona in quanto ho affrontato una settimana in un’altra famiglia sconosciuta, adattandomi ad uno stile di vita diverso; è importante da un punto di vista comunicativo in quanto ci si abitua a parlare in inglese; è aperta a tutti da un punto di vista economico; fornisce un arricchimento culturale, in quanto si conoscono nuove città, paesaggi e ambienti diversi. Non dimenticherò mai l’ansia e la paura all’aeroporto mentre aspettavo l’arrivo del ragazzo Olandese che avrebbe vissuto con me, ma soprattutto della gioia di rivederlo quando il mio aereo è atterrato in Olanda. Ho trascorso due settimane all’insegna del divertimento e dell’impegno e non mi dimenticherò mai di tutto ciò. Concludo ringraziando i professori che mi hanno guidato durante questa bellissima esperienza. (Andrea Bombardieri)

Ovviamente arriva sempre il tempo dei saluti e quasi nessuno di noi ha trattenuto le lacrime. Dirsi addio non è facile, purtroppo non riusciremo più ad incontrarci tutti insieme come gruppo … Abbiamo vissuto giorni felici perché eravamo un gruppo molto affiatato, infatti sono nate nuove amicizie, alcune delle quali sicuramente continueranno: non vi nascondo che spero di riandare in Olanda prima o poi. Ritornati a Fiumicino, abbiamo trovato un caloroso cartellone di benvenuto da parte delle nostre mamme che ringrazio di cuore. (Vittorio Maggiori)

Ma le esperienze iniziano e finiscono, quindi non dobbiamo essere tristi perché è finito l’Erasmus+, ma dobbiamo essere felici di aver avuto la possibilità di aver fatto questa fantastica esperienza e penso che nessuno di noi si scorderà di questa meravigliosa settimana. (Miriam Bellomo)

Grazie al progetto Erasmus + ho potuto visitare una delle mie città preferite con i miei amici e per questo voglio ringraziare i miei insegnanti: la Prof.ssa Pilotti, il Prof. Sambucini e la Prof.ssa Picone. Sicuramente è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto perché in Olanda non c’erano i miei genitori e sono diventata indipendente, anche se la famiglia del mio gemellato era molto ospitale e mi sono sentita comunque a casa. L’emozione più forte l’ho vissuta quando ci siamo recati alla casa di Anna Frank: è stata un’esperienza che ci ha emozionato moltissimo. A tutti, nessuno escluso, è scesa una lacrima in ricordo della ragazza ebrea, condannata a morire in un campo di concentramento. L’ambiente è particolare, sui muri citazioni del suo diario, una frase in particolare mi ha colpito: “un giorno noi Ebrei torneremo ad essere soltanto persone, e non una razza da disprezzare. Torneremo a vivere come una volta, come quando eravamo felici”. Sembrerebbe quasi un compito affidato a tutti noi ragazzi: cercare di costruire un mondo senza pregiudizi e discriminazioni”. (Laura Palumbo)

La settimana dall’8 al 15 maggio ci ha visto protagonisti di uno scambio culturale con la scuola olandese “Roelof van Echten” di Hoogeveen. Il progetto Erasmus+, “Jij en Europa, Europa en Jij”, iniziato in Italia durante il mese di marzo, è poi proseguito in Olanda dove siamo stati ospitati dalle famiglie dei nostri corrispondenti olandesi. Questa settimana ci ha messo a dura prova: lontani dalle nostre case, ci siamo dovuti abituare a una cultura diversa, con orari e abitudini differenti.

Fin da quando i nostri gemellati olandesi sono ripartiti, dopo aver vissuto una stupenda settimana in Italia, all’insegna dell’amicizia e del divertimento, ci siamo impegnati al massimo per concludere questo progetto nel migliore dei modi. Abbiamo così preparato articoli, presentazioni e materiali utili per il nostro arrivo in Olanda, riunendoci i pomeriggi a scuola e lavorando tutti insieme in modo cooperativo.

Prima della partenza eravamo agitati e ansiosi, ma allo stesso tempo consapevoli che a breve avremmo rivisto i nostri “gemellati” o meglio “amici” olandesi, gli stessi con i quali in Italia avevamo legato moltissimo.

Otto maggio, finalmente è arrivato l’atteso giorno: con l’adrenalina alle stelle e quel poco di ansia, ci siamo recati all’aeroporto di Fiumicino dove, dopo il check-in e i vari controlli, abbiamo preso il volo per Amsterdam. Arrivati all’aeroporto “Schiphol”, recuperati i bagagli, abbiamo rivisto alcuni dei nostri partner, che ci avrebbero accompagnati in pullman alla scuola di Hoogeven, dove ci ha accolto la preside. Dopo una breve presentazione e finito il discorso, i genitori dei gemellati sono venuti a prenderci e ci hanno condotto nelle loro case. Il giorno seguente ci siamo recati nuovamente a scuola, dove siamo stati coinvolti in alcune attività piacevoli e socializzanti: all’inizio abbiamo dipinto i tipici zoccoli di legno della tradizione olandese, successivamente abbiamo seguito due lezioni di storia dell’arte olandese, una su Rembrandt e una su Van Gogh, in previsione della visita ai due musei più importanti di Amsterdam, fissata per il giorno successivo. Il terzo giorno, quindi, siamo andati ad Amsterdam, dove abbiamo visitato, con una bravissima guida, il “Rijksmuseum”. Nel pomeriggio ci siamo recati presso la Casa-museo di Anna Frank (l’alloggio segreto dove la sua famiglia si era nascosta per sfuggire alla morte). È stata un’esperienza toccante e che ha fatto piangere un po’ tutti. Vedere dal vivo una pagina di storia così terribile e allo stesso tempo importante è qualcosa che non può non smuoverti qualcosa dentro. Una delle cose che ci ha fatto riflettere di più è stata quando abbiamo visto i segni di matita sul muro che segnavano con varie tacche la crescita in altezza di Anna e vicino ad ogni tacca c’era la data della misurazione: l’ultima risaliva al 3 agosto 1944. Se questa data non vi dice nulla, dovete sapere che il 4 agosto dello stesso anno la polizia tedesca fece irruzione nel rifugio e tutti vennero arrestati e deportati nei campi di concentramento. Questo particolare, insieme ad altre testimonianze, ci ha fatto capire quanto lei fosse stata una ragazza come noi, semplicemente nata nell’epoca sbagliata ed uccisa nel pieno della II guerra mondiale. Il nostro viaggio attraverso la memoria storica è continuato la mattina del sabato quando abbiamo visitato il campo di Westerbork, nel nord-est dell’Olanda, un campo nazista di transito, dove la famiglia di Anna Frank insieme a tanti altri Ebrei è rimasta per alcune settimane nell’estate del ’44 prima di essere trasferita a Auschwitz dove morì.

Rientrati ad Hoogeven, la sera ci siamo incontrati nel bosco per giocare a un gioco tradizionale olandese, molto simile al gioco delle bocce. La domenica, per il “family day “, ciascuno ha trascorso la giornata in famiglia. La famiglia è stato il fulcro di questo scambio culturale, soprattutto perché vivendo con le famiglie olandesi, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la loro cultura, di imparare dalle loro abitudini e dalla vita di tutti i giorni: come si svolge la giornata in famiglia, cosa mangiano, il rapporto genitori-figli; tante piccole cose, che siamo sicuri ci saranno molto utili e di insegnamento per il nostro futuro di cittadini europei.

Il lunedì ci siamo recati nuovamente ad Amsterdam dove abbiamo fatto un giro in battello per i caratteristici canali della città, poi, come ciliegina sulla torta, siamo andati a visitare il museo dedicato a Van Gogh, dove abbiamo svolto delle interessanti attività didattiche.

Il penultimo giorno ci siamo recati ad Ommen dove siamo stati impegnati in varie “imprese”. La prima impresa consisteva nella costruzione di una zattera tramite cordini, filagne e bidoni. A lavoro effettuato eravamo pronti a navigare! Seduti a coppie a cavalcioni sui bidoni delle nostre zattere siamo salpati sotto il vigile controllo della Prof. Pilotti. Così ci siamo avviati, a ritmo di pagaie e lotte di schizzi, a gareggiare con le zattere avversarie: ci siamo divertiti moltissimo! Non sono mancati dei tuffi in acqua e, anche stavolta, a dare il via ai tuffi siamo stati noi italiani. Riemersi dall’acqua abbiamo smontato le zattere e siamo corsi ad asciugarci e a cambiarci prima di pranzare. Subito dopo, nel primo pomeriggio, abbiamo proseguito con altre attività di gruppo tra cui un percorso avventura sospeso tra gli alberi, per alcuni un po’ traumatico per l’altezza. In seguito abbiamo fatto una breve passeggiata con i monopattini per poi ritornare in acqua per fare canoa! Ogni gruppo composto da quattro persone aveva la propria canoa a quattro remi. Alcuni gruppi andavano più spediti, altri hanno impiegato un po’ di più per trovare la giusta tecnica. Il tutto è terminato con il ribaltamento della canoa dei nostri professori con l’inevitabile tuffo in acqua che ne conseguiva. Fortunatamente per noi sono stati soccorsi da un gruppo di ragazzi olandesi. È stato bellissimo!

Stava ormai volgendo al termine il nostro soggiorno olandese. La sera del 14 maggio si è tenuta “la cena dell’arrivederci”: ci siamo ritrovati tutti in una grande sala con tavoli disposti singolarmente e che noi ragazzi abbiamo deciso di unire per goderci più uniti che mai quegli ultimi momenti insieme. La cena si è svolta in serenità, consumando i piatti preparati dalle famiglie e con il sottofondo musicale del dj, padre di uno dei nostri partner. Finita la cena ci sono stati i discorsi di ringraziamento, che avevano come sfondo un video con tutte le foto del nostro gemellaggio e che hanno scatenato i primi pianti. Alla consegna degli attestati e dei regali già molti di noi si erano lasciati trasportare dall’ emozione ed erano in lacrime. Alla fine ci sono stati i balli, la commozione da parte di tutti, lo scambio di lettere per ragazzi e professori. Giunti alla fine non potevano mancare gli abbracci tra ragazzi, genitori e professori, che hanno permesso di concludere al meglio questa serata.

L’ultimo giorno, verso l’ora di pranzo, abbiamo raggiunto l’aeroporto: purtroppo era arrivato il momento di salutare i nostri amici olandesi, così, sommersi dalle lacrime, siamo entrati in aeroporto e dopo i vari controlli abbiamo preso l’aereo per l’Italia dove i nostri genitori ci aspettavano impazientemente.

Purtroppo anche la settimana in Olanda, come quella in Italia è volata, ma sicuramente ci ha lasciato tanti bei ricordi e profonde emozioni. Per questo vogliamo dire grazie ai nostri amici olandesi per averci fatto ridere, per aver passato insieme momenti tristi, ma anche felici, ma soprattutto per la grande famiglia che abbiamo creato. Ci hanno insegnato che i veri amici non sono quelli che conosci da più tempo, ma quelli che ci saranno sempre per te e che rimarranno nel tuo cuore. Grazie a loro abbiamo capito il vero valore dell’amicizia, quanto questa sia importante e che una vera amicizia va oltre tutte le distanze. Tante emozioni e un’esperienza che non scorderemo mai per il resto della nostra vita.

I ragazzi dell’Erasmus+