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Giornalismo e scrittura creativa: scrivere è una scoperta

“La scrittura creativa  è quella particolare forma di scrittura che va al di là dell’ambito tecnico-professionale e che coinvolge tutta la dinamica del pensiero”: questo è quanto possiamo trovare scritto ovunque. Ma noi vogliamo descrivervi la nostra esperienza, che è stata bellissima. Nel Modulo dedicato a questa attività, ci siamo sentiti liberi, proprio così, non sapremmo scegliere una parola migliore, perché potevamo esprimerci senza vincoli o regole prestabilite. In genere scriviamo sempre per qualche motivo, o per qualche esigenza. Invece, stavolta, la consegna era semplicemente: “scrivete!”. E lo abbiamo fatto, scegliendo la forma di un blog, perché ci è sembrato lo strumento migliore per ‘sentirci nel nostro elemento naturale’, che spesso è il mondo digitale, non possiamo (né vogliamo) nasconderlo. Abbiamo dato libero sfogo alla nostra creatività, alla nostra fantasia, alla nostra immaginazione. E abbiamo scoperto che … scrivere è una scoperta.

 

E’ stata una esperienza nuova, che non ci aspettavamo di certo così. Noi siamo Laura, Camilla, Ludovica, Davide, Eleonora, Marika, Alice, Giulia, Giulia (non è una ripetizione, né un errore di battitura, siamo in due a chiamarci Giulia), Emanuele, Giorgia, Sara, Valerio e Gabriele: sul registro delle presenze siamo scritti in questo ordine, in base al nostro cognome. Abbiamo iniziato questo corso con un po’ di titubanza, ma soprattutto di curiosità e alla fine possiamo proprio dire che queste ore sono state ben spese. Abbiamo avuto modo di conoscere tanti argomenti di cui non avevamo mai sentito parlare, ci siamo avvicinati in maniera diversa alla scrittura e, soprattutto, abbiamo avuto modo di scambiare le nostre opinioni e le nostre conoscenze con la nostra Prof.ssa Valeria Mollo in veste di “tutor” e con Francesca Lazzeri, giornalista scelta come “esperta” in questo corso. Nonostante alcune lezioni siano state molto tecniche, gli spunti di riflessione non sono mancati: abbiamo applicato al meglio l’opportunità che ci è stata data dall’Unione Europea che ha finanziato questo corso. L’Europa che sembra tanto lontana, di cui si continua a parlare molto, visto che abbiamo appena votato, in questo caso per noi è risultata vicinissima: ci ha dato una opportunità di formazione e noi l’abbiamo colta al volo. Di questa esperienza abbiamo parlato con i nostri compagni di scuola. Noi non siamo una classe unica, siamo il frutto di una selezione e di una scelta volontaria e così, l’indomani mattina, dopo il corso, i nostri compagni di classe, quelli con i quali ci vediamo tutti i giorni, spesso ci chiedevano come fosse andata la lezione del pomeriggio e la risposta è sempre stata “bene! È andata veramente bene!”. Siamo contenti di tutto questo, abbiamo speso bene il nostro tempo, e non ci è pesato di “perdere” qualche ora del pomeriggio che avremmo potuto dedicare ad altro, all’ozio o allo studio, perché quelle ore le abbiamo fatte fruttare in termini di impegno e, soprattutto, di risultati: ci siamo cimentati con qualcosa che non conoscevamo ed abbiamo raggiunto dei risultati importanti che ci saranno utili anche in sede d’esame. E poi, cosa non da poco, abbiamo conosciuto nuovi ragazzi che frequentano la nostra scuola e con loro abbiamo stretto nuove amicizie. Insomma è stata una bella esperienza, tanto che ci sentiamo di dargli un voto: un bel 10! …come direbbe Alessandro Borghese.

Poi, sempre a proposito di scrittura, c’è stato il Modulo di Giornalismo, di ‘Citizen Journalism’ per essere precisi. Siamo noi, proprio noi, siamo quelli che hanno lavorato in redazione (il Laboratorio di Informatica della scuola, e quindi vogliamo dire un grandissimo GRAZIE a Tiziana, la tecnica che ci ha seguito e che ha risolto tutti i nostri problemi con i computer). E dunque avete proprio in mano il prodotto del nostro lavoro, che è stato stupendo, ma questo preferiamo lasciarvelo capire dal giornale che state leggendo, anche perché l’entusiasmo rischia di farci perdere di vista l’obiettività, che è invece una delle regole più importanti del giornalismo. Vi raccontiamo solo che a seguirci è stata sempre la giornalista Francesca Lazzeri, Direttrice di due testate del territorio e Assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Ladispoli: Coccinella News e Ladislao.net. Come tutor, abbiamo avuto la Prof.ssa Federica Sbrana. “Abbiamo puntato a potenziare, attraverso l’apprendimento delle tecniche essenziali della scrittura giornalistica, il senso di appartenenza al territorio e l’inclusione sociale, facendo leva sullo scambio di esperienze vissute. – ha spiegato Francesca Lazzeri – Il ‘prodotto finale’, ossia il giornale scolastico, è servito quindi ad organizzare e ‘razionalizzare’ le informazioni raccolte, rendendole ‘pubbliche’ ed offrendole così all’intera comunità. L’obiettivo è stato quello di ‘rivitalizzare’ i processi partecipativi interni al mondo scolastico inteso come ‘laboratorio’ e ‘palestra’ della vita sociale. Del resto – ha aggiunto Francesca Lazzeri – è proprio questo il significato più profondo del ‘Citizen Journalism’, che abbiamo voluto scegliere come titolo del Modulo: ogni cittadino può diventare ‘giornalista’, offrendo alla collettività il proprio contributo di conoscenza e di informazione, magari anche semplicemente postando un’immagine di denuncia o di testimonianza, un podcast, o il breve report di un dibattito cui si è partecipato. Parola d’ordine: condivisione, termine oggi ‘socialmente abusato’ e da riscoprire, invece, nel suo significato più profondo. Con il valore aggiunto di una comunicazione interattiva: coloro che ai tempi di Orson Welles erano i destinatari dell’informazione sono ora, o possono diventarne, gli emittenti. Moltissimi i temi affrontati durante il corso di ‘Citizen Journalism’. – ha aggiunto la Direttrice Francesca Lazzeri – Abbiamo scelto un taglio prevalentemente operativo e pratico: dalle tecniche essenziali di stesura di un testo giornalistico alla realizzazione di un giornale scolastico. Ma per inserire gli sviluppi più recenti del ‘new journalism’ in una prospettiva storica, abbiamo anche voluto ricordare le tappe fondamentali dell’evoluzione della carta stampata: dal lontano 1455 di Gutenberg alle prime Gazzette italiane del ‘600, fino ad arrivare ai giornali del Risorgimento. Nel 1859 – ha ricordato Francesca Lazzeri agli studenti – esce per la prima volta La Nazione, nel 1866 Il Secolo, mentre il 1876 segna l’esordio del Corriere della Sera”, nel 1878 è la volta del Messaggero. Un’avventura cominciata dunque molti secoli fa e che non si è più fermata”.

CAMILLA AUGELLO