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IL ‘DI VITTORIO’ PARTECIPA ALLA CAMPESTRE DI CIVITAVECCHIA

La fase distrettuale si è svolta il 25 gennaio al Campo sportivo ‘Moretti Della Marta’ di Civitavecchia. Sedici erano gli allievi dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ che hanno partecipato alla corsa campestre nelle categorie ALLIEVE (con Giorgia Giuntini e Flavia Consorti), ALLIEVI (con Tommaso Rosati, Alessandro Palombo, Francesco Marinoni, Claudio Picci, Riccardo Bosco, Federico Messina, Francesco Ussia Spinaci e Giovanni Orefice) e JUNIORES MASCHILI (con Lorenzo Cianci, Ibrahim Zrikil, Alessio Bargiacchi, Simone Basile, Jacopo Altomonte, George Eduard Atudosiei). “In quest’ultima categoria – ha affermato il Prof. Sirio Gatti, Docente di Scienze Motorie dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ di Ladispoli, che ha accompagnato gli studenti insieme alla Prof.ssa Bruna Calato – siamo arrivati al 2° posto nella classifica a squadre, qualificandoci per la fase provinciale, che si è svolta il 31 gennaio all’Ippodromo Capannelle di Roma. Sono state giornate bellissime, all’insegna dello sport e di una sana competizione. Tutti gli allievi impegnati hanno dato il massimo, anche considerando le avverse condizioni climatiche che hanno sicuramente pesato moltissimo nell’andamento delle gare. Ciò che più conta, per noi, è continuare a diffondere la cultura sportiva nella scuola, proseguendo sulla strada di una tradizione che all’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ è ormai consolidata. Di Pierrre De Coubertin molti ricordano il celebre detto ‘L’importante non è vincere, ma partecipare’ la cui paternità sembra, fra l’altro, assai più risalente nel tempo e legata alla Grecia classica. Ma il noto pedagogista e storico francese si batté per tutta la vita al fine di diffondere una corretta disciplina sportiva all’interno di ogni programma educativo ed ambito formativo. A lui si deve l’idea di rifondare, nel 1896, gli antichi Giochi Olimpici. Lo sport rappresenta un’esperienza fondamentale nella vita e nella crescita di ogni individuo, – ha aggiunto il Prof. Gatti ­– ed è essenziale per uno sviluppo psico-fisico armonico e salutare. E’ quindi necessario continuare a promuovere tutte le possibili iniziative finalizzate a diffondere la cultura sportiva nella scuola. E’ quanto ci proponiamo di fare ogni giorno all’Istituto “Giuseppe Di Vittorio” di Ladispoli”.

Specialità dell’atletica leggera tra le più impegnative, la corsa campestre (nota anche, fra gli esperti, come cross country podistica) prevede un percorso di circa 10 chilometri su fondo sterrato o erboso. In realtà, non esiste una distanza standard per questa specialità: di solito si va da un minimo di 3 a un massimo di 12 km. Non sono previste regole codificate in proposito e la lunghezza viene in genere stabilita in base al livello di difficoltà del tracciato, che può prevedere piccoli ostacoli naturali o artificiali. Di norma, si sceglie un circuito da ripetere più volte nel corso della competizione.

Considerata da sempre una sorta di “roulette russa” del podismo a causa dell’estrema variabilità del percorso ed imprevedibilità dello svolgimento, la cross country podistica può essere tecnicamente considerata come sintesi della resistenza muscolare e della potenza aerobica di un atleta. Decisiva la componente psicologica, in quanto ciò che conta non è tanto (o non è solo) la lotta contro il tempo, quanto quella contro gli avversari.

La corsa campestre è stata specialità olimpica dal 1904 al 1924. Sua ultima apparizione sotto la bandiera dei cinque cerchi, quella di Parigi nel 1924.