“La morte dello Stato di Diritto: le Scie Chimiche – La negazione della Democrazia”

Come può uno Stato di Diritto che dovrebbe assicurare la salvaguardia e il rispetto delle libertà dell’uomo irrorare il nostro cielo di sostanze chimiche per favorire operazioni militari e case farmaceutiche o progetti internazionali come l’HAARP? La mia conoscenza giuridica e l’esperienza in prima linea del mio carissimo Amico dott. Raffaele Cavaliere vogliono far aprire gli occhi sull’accaduto ed esigono, come giusto che sia, risposte. Le istituzioni non solo non rispondono dopo innumerevoli interrogazioni parlamentari, ma non rispettano né i diritti sanciti dalla Nostra Costituzione Italiana né le convenzioni internazionali. Il tema che vogliamo affrontare riguarda sia il fenomeno della geoingegneria clandestina che le scie chimiche dal punto di vista scientifico, giuridico ed esperienziale. Una scia di condensazione non potrà mai essere equiparata ad una scia chimica, anche se vogliono farci credere del contrario, e tale fenomeno deve essere considerato illecito, riconducendolo ad una responsabilità degli Stati coinvolti. I veleni intrisi nell’aria stanno contaminando acqua, terra e cibo. I trattati internazionali e le istituzioni devono intervenire per porre fine a questo “omicidio transfrontaliero”, che sta alimentando la guerra ambientale, togliendo i “veli” su tale fenomeno che, purtroppo, deve arrendersi davanti al segreto militare e istituzionale. L’inquinamento ambientale e la salute dei cittadini vanno preservati sopra ogni cosa. Dietro le “calamità naturali” non sempre vi è Madre Natura ma l’opera dell’essere umano che “lavora dietro le quinte”.

 

Enrica Zantomio