Riflessioni sull’Aperitivo Culturale offerto dall’associazione “ Passione Sentimento Azione “

Caterina Luisa De Caro “Bomarzo : la Dea nel suo giardino “Futura edizioni; dialogherà con Claudio Nardocci, Claudio Siniscalchi,  Raffaele Cavaliere sui simboli e significati delle pietre scolpite intorno a noi

L’aperitivo letterario offerto dall’associazione con una conversazione con le autrici di questo primo ciclo di cui mi onoro di far parte, mostra già nel titolo assegnato alla manifestazione stessa la componente innovativa che il gruppo di Mirco Mauro, artista,  ha messo in piedi nello spirito eclettico e magnanimo dell’associazione stessa. Conversare è il processo col quale si  con-versa, cioè si versa insieme un contenuto, se ne condivide cordialmente il beneficio, ed è l’opposto della controversia, versare –contro, dove il versamento del sapere diviene un polemizzare, aggredire e sminuire quello che chiunque sieda su questo palco voglia trasmettere le conoscenze acquisite e i processi da cui hanno tratto la fonte i libri presentati.  Il titolo è di per sé un richiamo alla manifestazione e la condivisione di esperienze letterarie e profonde

 Val la pena, questa piccola  riflessione sul beneficio con il quale la conoscenza specifica mostra il  suo carattere più recondito attraverso i due modi con cui si giunge ad una convinzione di consapevolezza: la contemplazione attraverso lo studio  e l’argomentazione appassionata; entrambe mostrano due modi di guardare il mondo :  uno ,il vedere le cose con uno sguardo pieno di meraviglia , di godimento del bello e del buono e soprattutto motivati alla ricerca del vero che apre l’animo ad una interconnessione col creato, e l’altro uno sguardo predatore, che di solito è collegato all’aggressività, al fanatismo alla vanagloria di sé, perché il  fine e l’abbattimento della preda , sia essa fisica che spirituale, e come tale vuole carpirle la vita , perché vede in questa  il suo nutrimento e ciò che non potrà mai essere. Diremo che il primo sguardo illumina e riflette, il secondo trascina e attende il fallo per poter emergere , lo sguardo illuminato è coltivato attraverso la ricerca, la tolleranza, la calma e la fermezza, ma carico d’ironia, atto a nutrirsi di dubbi ,concede al nuovo la capacità di rendersi conosciuto e riconducibile per mezzo della riflessione di esso e  all’espansione come processo interminabile e al silenzio. La fede degli illuminati  nasce dall’esercizio della  pazienza e dal sapere che il percorso, per quanto impervio, è uno , come una è la Tradizione che l’umanità porta avanti e che si trasmette nei secoli, attraverso mascheramenti e simboli e analogie. I trascinati invece , la cui fede è fanatica, agitata, aggressiva sono avidi di successi, perché è questa la loro forza motrice e la loro ragione di essere, entrambi rispecchiano due modi diversi di guardare il mondo, e di simbolizzarlo per poterlo trasmettere .

Gli illuminati colgono il bello e il buono lo spirito di volontà che ognuno mette nel raggiungere il suo scopo e crea con quelle che sono le scelte il percorso entro cui muoversi per dare senso alla vita , per cui nessuno può giungere al giudizio della esistenza degli altri, perché consci che nelle stesse condizioni opteremmo per la medesima scelta , i trascinati, sono ideologizzati, non mettono in discussione ma approvano solo quello che rientra nel loro metro di giudizio convinti di avere in mano le chiavi dell’esistenza, perdendo la possibilità del multiforme divenire in relazione al qui ed ora , perché la comprensione, dove il significato primo è l’asserzione della proprio identità viene spostata alla cancellazione del proprio io per accondiscendere all’opinione del gruppo.

Il silenzio della riflessione che porta l’individuo a lavorare dentro sé alla maniera dei monaci trappisti i quali pur partecipando al mondo se ne distanziano e riflettono attraverso al preghiera

E’ questo sguardo che apre alla presenza dei simboli e decodifica con la conoscenza filosofica le significanze implicite in ogni contenuto.

Questo è quello che ha spinto migliaia di uomini a tracciare nella roccia una memoria che riattivi e allarghi il bisogno di altro da sé , ma trovando la forza per tornare a riflettere con più esperienze possibili di tutte quelle tracce umane che ci significano il senso della nostra vita.

Questo è l’argomento che tratteremo insieme conversando, all’Hotel Margherita, in via Duca degli Abruzzi a Ladispoli , alle ore 19

Vi aspetto per dialogare con voi

Caterina Luisa De Caro