Insegnamento della Lingua, Cultura, Civiltà Romena, LCCR, protagonista al Seminario Nazionale “Costruttori di Ponti 4” ideato da Vinicio Ongini – MIUR

A Firenze, presso Palazzo Vecchio, nel prestigioso “Salone dei Cinquecento”, si è concluso con grande successo e ampia partecipazione la quarta edizione del Seminario nazionale “Costruttori di Ponti”, dedicato al dialogo interculturale. Dopo i primi seminari nazionali presso l’Istituto “Alcide Cervi”, nella campagna di Gattatico (Reggio Emilia) dove il primo incontro, il 27 e 28 novembre 2015, era dedicato in particolare al tema della scuola, delle migrazioni e della memoria; il secondo, l’8 aprile 2016, all’Europa e ai modelli di integrazione a confronto ed il terzo, costruito insieme alle nuove generazioni italiane, a Reggio Emilia oltre che a Gattatico, il 30 e 31 marzo 2017 che era intitolato “Protagonisti!”, tutti sotto la guida tenace di Vinicio Ongini, del MIUR – Direzione Generale per lo Studente l’Integrazione e la Partecipazione, quest’anno, per due giorni, il 5 e il 6 aprile 2018, la città di Firenze ha ospitato la quarta edizione del Seminario Nazionale “Costruttori di Ponti” promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), Centro Internazionale Studenti “Giorgio La Pira” Firenze, Istituto “Alcide Cervi”, Comune di Firenze, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana in collaborazione con la Fondazione Migrantes e Associazione MUSE.

Il 5 aprile 2018, dalle ore 15,00 alle ore 18,00, Palazzo Vecchio, nel nobile “Salone dei Cinquecento”, ha ospitato la plenaria di apertura e il giorno 6 aprile 2018 si sono svolte le Sessioni tematiche parallele nelle diversi sedi dei licei della città.

Il tema di quest’anno è stato “La scuola aperta sul mondo”. È una realtà di fatto la composizione delle classi con allievi delle più diverse provenienze, lingue, religioni, ed è una sfida per l’educazione, ma anche un’occasione di cambiamento nella quale c’è ancora bisogno di “ponti” e di insegnanti costruttori, dotati di “bussole” e di materiali e tecniche utili per l’impresa, l’arte di costruire: questo è, di fatto, il mestiere di insegnare. <<C’è bisogno, per questo, di una nuova cittadinanza e un nuovo sogno per tutti che impone la necessità di attivare azioni finalizzate a favorire i processi di apprendimento e di integrazione in un contesto multilinguistico e multiculturale.>> ha sottolineato Alessandra Papa, Referente intercultura dell’USR per la Toscana.

Nella sezione “Plurilinguismo e lingue d’origine”, ospitata nel Liceo “Nicolò Machiavelli”, è stata presentata l’esperienza del programma LCCR nelle scuole d’Italia come modello di progetto di insegnamento della lingua madre e della cultura del Paese di provenienza. Hanno portato la propria testimonianza, degli 11 anni di insegnamento LCCR in Italia, le docenti Vivianne Gherghel (Toscana), Angela Nicoara, Simona Vasile (Lazio), Mirtis Dumitru (Umbria), Mariana Paliev (Piemonte), Mirela Chindea (Friuli-Venezia-Giulia), Delia Dumitriu, Ioana Marcu (Lombardia).

“Limba maternă este cel mai puternic instrument de conservare și dezvoltare a patrimoniului tangibil și intangibil. ONU consideră că toate acțiunile ce promovează diseminarea limbilor materne servesc nu doar scopului încurajării diversității lingvistice și educației multilingue, ci ajută și la dezvoltarea conștiinței tradițiilor lingvistice și culturale în întreagă lume și la inspirarea solidarității bazată pe înțelegere, toleranță și dialog.”

<<La lingua madre è lo strumento più potente per preservare il patrimonio tangibile e intangibile. L’ONU ritiene che tutte le azioni volte a promuovere la diffusione delle lingue madri servano per incoraggiare la diversità linguistica e l’educazione multilingue, ma aiutino anche a sviluppare la consapevolezza delle tradizioni linguistiche e culturali in tutto il mondo e ad ispirare la solidarietà, basata sulla comprensione, la tolleranza e il dialogo>> ha aggiunto Eugenia Caraiman, consulente presso l’Istituto della Lingua Romena di Bucarest.

Con grande impegno, il Governo romeno, grazie al Ministero dell’Educazione Nazionale, segue dal 2007 la comunità scolastica romena diffusa in Europa attraverso i corsi LCCR gratuiti. All’inizio rivolti agli allievi di recente migrazione, in seguito, negli ultimi anni, si vedono protagonisti i ragazzi delle generazioni successive nei corsi svolti ormai con regolarità in Spagna, Italia, Belgio, Portogallo ed Inghilterra.

“În acest context, intervine miraculosul rol al școlii italiene, care prin acceptarea cursurilor interetnice, lupta împotriva xenofobiei și imprimă acestui nou tip de școală libertatea conștiinței, libertatea de exprimare și nediscriminării.”

<<In questo contesto va osservato il ruolo miracoloso dell’intervento della scuola italiana, la quale, accettando i corsi etnici, promuove la lotta contro la xenofobia, cercando di impartire a questo nuovo tipo di scuola, libertà di coscienza, libertà di espressione e la non discriminazione>> ha specificato George Doca, Direttore dell’Istituto di Lingua Romena (ILR) con un messaggio inviato ai presenti.

Tutte le relazioni svolte, relative alle attività ed ai progetti attuati, si sono trovate concordi sul fatto che sono stati raggiunti gli stessi obiettivi, in particolare è stato osservato che lo studio della lingua madre favorisce il senso di appartenenza, l’apprendimento cognitivo, la coscienza civica, il rispetto reciproco con la cultura che accoglie. Per questo motivo è stata proposta, come richiesta impellente, l’introduzione nei curricola didattici scolastici, l’insegnamento della lingua madre. Enorme interesse ha destato l’esperienza progettuale LCCR svolta nell’IC “Corrado Melone” di Ladispoli, dove le sezioni dell’Infanzia e diversi classi della Primaria hanno riservato un’ora a settimana all’insegnamento della lingua, cultura e civiltà romena, in compresenza, in orario curricolare, per tutti i bambini presenti in classe. Nel corrente a.s. 2017-2018 hanno scelto di seguire il programma LCCR le sezioni A, B, C, D dell’Infanzia, coordinate dalle insegnanti Elena Uberti, Imma Izzi, Silvia Loreti, Anna Maria Di Biasio, e le classi 2A, 2C, 3A, 3C, 4C, 5A, 5B della primaria, coordinate delle docenti Assunta Musio, Daniela Pierleoni, Monica Fini, Micaela Verbo, Roberta Francani, Sonia Marcon, Cinzia Giuliodori. Insegnare LCCR è un intreccio tra insegnamento formale, informale e non formale che si affianca e si sovrappone alle regolari attività svolte nelle scuole quali visite didattiche, recite, mostre, concorsi e incontri con le famiglie degli alunni.

“În acest secol al diversității, al provocărilor multiculturalismului și al plurilingvismului, specific Uniunii Europene, necesitatea folosirii limbii materne în școli este de necontestat, pentru ca tânăra generație să exploreze originalitatea culturii și civilizației de origine, permanetizandu-le prin cunoaștere și împărtășire.”

<<In questi tempi della diversità, delle sfide del multiculturalismo e del multilinguismo, specifiche per l’Unione Europea, è importante insegnare la propria lingua madre nelle scuole in quanto la giovane generazione deve esplorare le cultura e la civiltà d’origine allo scopo di integrarsi attraverso la conoscenza e la condivisione>> ha concluso Eugenia Caraiman, esperto LCCR dell’IEL.

In questo Seminario, l’Istituto di Lingua Romena, con il suo lavoro e la sua progettualità, ha dimostrato di essere simbolo di un “Ponte” con la capacità di ricostruire i rapporti tra generazioni. Insegnare LCCR nelle scuole, come qualsiasi altra lingua madre, diventa una necessità perché l’allievo di oggi è comunque un alunno multiculturale cui lo studio della cultura di origine aiuta ad indicare la corretta via per diventare buoni cittadini, rispettando la propria cultura e quelle con cui viene in contatto.

Angela Nicoara