Imperi (delegato alle politiche giovanili): “”Ricordiamo chi venne gettato prima in una profonda fossa, poi in un profondo oblio.”

Dopo oltre 70 anni la storia del massacro delle foibe è ancora poco raccontata. Durante la seconda guerra mondiale, precisamente nell’aprile del 1941, gli eserciti dell’Asse invasero, tra gli altri stati, la Jugoslavia. La Germania iniziava però a perdere mezzi, uomini e territori, tanto che l’appena nato esercito di resistenza jugoslavo, comandato dal maresciallo Tito, riuscì a riconquistare le proprie terre e iniziò un’avanzata verso il nord-est italiano, penetrando in Venezia Giulia e Dalmazia. Proprio qui, tra il 1943 e il 1946, avvenne il “massacro delle foibe”: benché il numero di uccisioni sia impossibile da calcolare con precisione, le stime si aggirano attorno alle 12’000 vittime.
Senza dubbio, occorre soffermarsi sul modus operandi comune a tutte queste esecuzioni. Le vittime, infatti, venivano gettate – quasi sempre ancora vive – in delle caverne verticali profonde fino a centinaia di metri, tipiche delle regioni carsiche (le foibe, per l’appunto). A morire furono prevalentemente uomini e donne italiani, ma anche istriani, triestini e slavi oppositori di Tito, fascisti o anche solo parenti di fascisti. Emblematico il caso di Norma Cossetto, una 23enne istriana, prima arrestata perché figlia di un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista, poi uccisa per non aver rinnegato la sua adesione al fascismo e per essersi rifiutata di entrare nel movimento partigiano. Venne dunque violentata e gettata in una foiba di 136 metri.
I metodi erano così crudeli che spesso i condannati venivano suddivisi in piccoli gruppi (quattro o cinque persone) e legati per le caviglie con del filo spinato. Una volta sul ciglio della foiba, per risparmiare munizioni, si sparava al primo, cosicché, precipitando, trascinasse con sé gli altri ancora vivi.

La giornata del ricordo è stata istituita solo di recente, nel 2005, e come giorno simbolo si è scelto il 10 febbraio.
A tal proposito, colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini di Ladispoli in Piazza dei Caduti, sabato 10 alle ore 10:45, per commemorare le vittime di questo eccidio.