“La metà di noi vede il proprio futuro all’estero…”: le sorprendenti risposte dei 120 intervistati dal progetto di ricerca dell’Università Roma 3

Nel mese di maggio siamo stati scelti come soggetti del progetto di ricerca “Processi di costruzione del senso di appartenenza e percorsi identitari degli adolescenti” coordinato  dal Professore Mauro Giardiello della Cattedra di Sociologia dell’Educazione dell’Università degli Studi Roma Tre. Le classi 1°A, 2°B, 3°E dell’Istituto Comprensivo “Civitavecchia 2” e le classi 1°A, 2°C, 3°N dell’Istituto Comprensivo “Corrado Melone” di Ladispoli hanno risposto a un questionario anonimo per un totale di 120 intervistati.

Il questionario sul ruolo dell’appartenenza nella crescita sociale e civile degli adolescenti nella società tardo moderna e multiculturale, indirizzato agli allievi delle scuole medie di età preadolescenziale è composto da 55 domande tra cui 53 chiuse con risposta multipla ordinale e numerale e 2 con risposta aperta. Le prime 8 domande introduttive avevano lo scopo di metterci a proprio agio e avvicinare gradualmente all’argomento.

La professoressa Angela Nicoara ci ha spiegato gli obiettivi cardine di questa attività di ricerca tra cui studiare il senso di appartenenza tra le nuove generazioni; individuare i percorsi identitari dei giovani di seconda generazione; individuare il ruolo educativo della famiglia, della scuola, della comunità-città. Oltre a rispondere con sincerità parte degli studenti abbiamo espresso il nostro apprezzamento sulla partecipazione al progetto scritto sulla prima pagina del questionario:“Mi è piaciuto questo test perché è come uno sfogo”, alunno 1°A; “Mi è piaciuto perché di solito nessuno ci chiede opinioni di questo genere”, alunna 2°C. “Questo questionario mi ha fatto molto riflettere perché mi ha fatto delle domande interessanti, ma mi ha fatto sentire a mio agio perché ho potuto esprimere il mio pensiero senza essere giudicato”, alunno 3°N.

Nell’incontro organizzato con noi il 31 maggio a Ladispoli e il 1 giugno nel Teatro Flavioni la Prof Angela Nicoara ci ha informati sui risultati di una prima analisi dei questionari fatta dal gruppo di ricerca.

Dalle risposte alla domanda 19 date dai ragazzi di Ladispoli e Civitavecchia è emerso che in Italia ci troviamo prevalentemente molto bene, ma, nonostante ciò, la metà di noi vede il proprio futuro all’estero (domanda 20), soprattutto da parte di coloro di origine straniera c’è un riscontro piuttosto forte. Va anche evidenziato il fatto che, però, un buon 40%, soprattutto di Italiani, vede il proprio futuro in Italia.

Rispetto alla domanda 30 una buona parte dei ragazzi italiani ritiene come elementi che non favoriscono il senso di appartenenza quelli più emotivo-caratteriali (timidezza, solitudine e assenza di affetti), mentre l’altra tendenza si basa su condizioni più materiali, come l’aspetto economico, la difficoltà nel raggiungere i punti di incontro, la mancanza di luoghi di svago e la presenza di comportamenti intolleranti e razzisti. Per gli studenti dell’Istituto Comprensivo Civitavecchia 2 i fattori che non favoriscono il senso di appartenenza sono anche l’assenza di associazioni (10%) e la mancanza di relazioni (5%).

Le due domande aperte hanno le risposte molto più diversificate tra Ladispoli di Civitavecchia. A Ladispoli infatti nei confronti della domanda 45 su quello che ti piace nel luogo in cui vivi le risposte variano principalmente sull’amicizia e l’importanza di poter frequentare i propri amici e la bellezza della propria città, ma, anche se in minor parte, la possibilità di stare in contatto con culture diverse. Alla stessa domanda 45, “Cosa ti piace della città o quartiere in cui vivi”, i studenti di Civitavecchia hanno risposto il mare e il porto (30%), i negozi, mercatini e quartiere in cui vivono (10%), e il 5% dei ragazzi non hanno trovato elementi positivi nella loro città. “Qual è la cosa che ti piace di meno” e stata la domanda 46 e le risposte riguardano la sporcizia della città (32%), inquinamento (25%), l’educazione delle persone, con riferimento alla discriminazione verso gli stranieri che fuggono dalle guerre e il razzismo (11%). In particolare quest’ultimo tipo di risposta è stata data da ragazzi italiani.

Domanda 55: i fattori che favoriscono il senso di appartenenza a scuola ha avuto come risposte per il 25% il buon rapporto affettivo con i compagni di classe, il 18% la presenza di insegnanti che comprendono i nostri bisogni e che ci ascoltano, il 17% l’interesse per le materie insegnate, e infine il 13% l’importanza che assume per il proprio futuro.

Per noi, le generazioni della seconda modernità, la continuità culturale e affettiva è determinante nell’instaurarsi dei rapporti di gruppo mentre la componente territoriale troviamo che non favorisce sempre alla realizzazione personale. La maggioranza dei ragazzi, italiani e stranieri, forse per questo abbiamo manifestato il desiderio di lasciare l’Italia. Prendiamo in considerazione la qualità dei luoghi perché è fondamentale a livello psicologico, sociologico, antropologico e pedagogico per la nostra formazione identitaria.

Per far fronte alla problematica rilevata la comunità e l’istituzione scolastica potrebbero farsi carico di progetti riguardanti l’ecologia e l’alfabetizzazione ambientale che rafforzerebbe il senso di appartenenza e di cura del luogo in cui si vive, rendendolo un ambiente più accogliente e formativo. Potrebbe essere utile organizzare giornate interculturali, affinché non solo i ragazzi, ma anche le famiglie prendano parte alla comunità, facciano conoscere le proprie origini al figlio, così come agli altri ragazzi, integrandosi meglio nel contesto di accoglienza.

La nostra partecipazione/collaborazione al progetto di ricerca è stata riconosciuta con un bellissimo attestato di ringraziamento per ogni classe e per i nostri Dirigenti Scolastici Prof. Riccardo Agresti e Prof. Roberto Mondelli da parte del Professor Mauro Giardiello, Cattedra di Sociologia dell’Educazione dell’Università degli Studi Roma Tre.

Larisa Rosu – IC “Civitavecchia 2”, Mattia Sava – IC “Corrado Melone” Ladispoli